Antiche vie di comunicazione dalla Rezia alla Pianura padana

Ultimo aggiornamento il: 03/05/2018 08:44:13



La parte centrale del settore alpino distribuita fra Italia e Svizzera e che in Lombardia comprende la Provincia di Sondrio e i territori del lecchese e della Valsassina costituisce un'area oggi abbastanza trascurata e considerato "minore".

In Svizzera tale territorio comprende in pratica tutto il Canton Grigioni e parte del Ticino.

Relativamente ricca di risorse e dotata di "facili vie di transito tale area geografica ha occupato un ruolo fondamentale nella storia nella cultura nell'economia del passato lombardo e nello sviluppo delle regioni confinanti (Valle Padana Baviera bacini del Reno e dell'Inn).

Solo da poco tempo notizie frammentarie studi di storici locali e un nuovo rinnovato interesse per la civiltà alpina hanno fatto sì che fosse sollevato seppure in minima parte il velo che il tempo e spesso l'ignoranza avevano steso sui territori in questione. Ciò che oggi si impone è la valenza specifica di tale contesto quale nodo vitale di comunicazione e di confronto economico-culturale luogo di incontro fra popoli già attivo in epoca preromana sede di insediamenti celtici e di popolazioni riconducibili all'ambito dei Leponzi, dei Reti e degli orobi.

Il mutare delle condizioni sociali economiche e anche climatiche ha fatto perdere a tali antichissime vie di collegamento, parte della loro importanza. Tuttavia qualcosa è rimasto a dispetto del tempo e delle fittizie linee di confine. Se così non fosse non si parlerebbe oggi con tanta insistenza di nuovi progetti per collegare agevolmente la Valtellina alla mitteleuropa attraverso trafori e strade (Spluga e Valle Febbraro).

Ma qualcosa è rimasto e sopravvissuto al progresso anche nelle tradizioni locali e nella rinnovata ricerca e rivalutazione di quelle che sono le antiche radici di una popolazione alpina e della sua cultura troppo spesso sottovalutata nei confronti della più brillante ma estranea civiltà romana.

L'idea
La passione per la montagna e per la sua cultura il fascino della scoperta e forse anche l'orgoglio di sentirci eredi di quelle antiche genti sono state la molla che ci ha fatto iniziare un lavoro di ricerca unico nel suo genere in Lombardia e nelle Alpi Centrali. L'epicentro è costituito dalla Provincia di Sondrio ma sarebbe stato estremamente riduttivo svolgere la ricerca solo entro questi confini.

Le vie di collegamento proprio perché tali vanno ad interessare regioni diverse ed ecco che è venuto quindi spontaneo estendere l'area di interesse ai territori limitrofi.

Non siamo alla ricerca di immensi quanto presunti tesori di saggezza o di mitizzazioni del passato. Il nostro obbiettivo si deve limitare nei limiti del possibile all'accertamento scientifico delle conoscenze e della realtà storica.

Il lavoro vuole dunque riunire organicamente quanto già si conosce e aggiungere nuovi dati anche archeologici s? un sistema viario che si estendeva dall'Engadina alla Pianura Padana passando per Valtellina Valchiavenna e Lario orientale. Vorremmo dunque offrire una nuova chiave di lettura per le nostre montagne una chiave che le vede protagoniste di una storia più che millenaria non barriera ma punto di transito fra il nord e il sud e viceversa.

Il progetto
Dall’ idea di base si è col tempo sviluppato il progetto di dare alle stampe il risultato del lavoro corredandolo di fotografie e cartine. Io effetti già solo a guardare le attuali tendenze e mode un simile prodotto poteva essere di per se interessante: mai come oggi c' è un tentativo di recuperare gli antichi retaggi culturali delle civiltà montane mai come oggi in Valtellina si parla di nuove comunicazioni con Svizzera ed Europa. Tuttavia visto che la stragrande maggioranza degli itinerari si svolge s? sentiero o mulattiera nel corso del tempo si è affacciata anche una originale soluzione per rendere il lavoro meno pesante e nel contempo fruibile da una vastissima fascia di persone. Abbiamo pensato che tali itinerari storici potevano essere presentati come tante escursioni in montagna arricchite dalla descrizione storica e da belle fotografie. Inoltre la collaborazione dell'archeologa Silvia Tenderini poteva permettere di corredare ciascun itinerario con brevi schede di carattere strettamente scientifico.

Io questo modo si va a sollecitare un altro importantissimo argomento di attualità sia in Valtellina che in Valsassina e ciò è quello del turismo alternativo che sta conoscendo oggi un boom inarrestato.

La realizzazione
Allo stato attuale disponiamo del materiale raccolto in cinque anni di ricerche in musei parrocchie e diocesi dei territori in questione. Già di per se questo materiale costituisce un patrimonio eccezionale in quanto mai nessuno ha posseduto l'intera documentazione sull'argomento. Inoltre esiste già una cospicua documentazione fotografica e di ricerca sul territorio, eseguita in prima persona.

Tuttavia ci siamo resi conto che entrando nel vivo dell'argomento e cioè con la ricerca pratica bisognava mettere a disposizione una enormità di tempo e di risorse per cui ci siamo arrestati. Senza problemi di tempo, ma sperando però di avere almeno una certezza confidiamo in uno sponsor che possa intravvedere nell'opera un efficace rappresentazione della propria immagine e dei propri obbiettivi.

I costi
Tenendo conto di quanto già è stato fatto e di poter editare un volume in circa 500 copie di formato 22x2π circa con circa 20 pagine e con foto in b/n e colori i costi previsti per la stampa e per la redazione sono valutabili in Lire 100.000.000 circa.

A questa cifra si aggiunge il compenso agli autori comprensivo delle spese (viaggio materiale fotografico sviluppi ecc. e di due anni di lavorazione comprendenti la percorrenza degli itinerari e la loro documentazione più la stesura dei testi e delle cartine che è quantificabile in Lire 60.000.00 circa.

Dal momento che l’ ultimazione dell'opera richiederà come minimo due anni fra ricerche sul terreno e stesura dei testi la somma potrà essere ripartita in tale arco di tempo. Esistono inoltre soluzioni alternative in cui come è già stato fatto in casi simili (vedi il vol. "A Piedi in Valtellina editato da Banca Pop. di Sondrio e Istituto Geografico De Agostini) si possono ottenere le migliori soluzioni per i committenti.

Fra queste vi è anche quella dell'acquisto di un certo numero di copie (come minimo 500 che porteranno in copertina e/o in prima pagina il nominativo dell'ente o della ditta acquirenti facendone così un volume "personalizzato".

Autori
Giuseppe Miotti: laureato in Agraria guida alpina e professionista della montagna. E' autore di numerose opere fotografiche e descrittive sulle montagne di Valtellina ed Engadina. Nel libro in questione si occupa della ricerca sul territorio della fotografia e della stesura dei testi con particolare riferimento ai risvolti escursionistici.

Flavio Sala dottore in Filosofia e insegnante di storia e letteratura nelle scuole superiori Alpinista e studioso della storia alpina, si è occupato della ricerca bibliografica e comparativa di tutto il materiale esistente.
Collaborazione esterna

Silvia Tenderini dottoressa in Archeologia è stata fra i promotori degli scavi archeologici del Monte Barro. Si occuperà della ricerca scientifica e della stesura di apposite schede tecniche e storiche riguardanti i singoli itinerari.

Gli Itinerari
Segue ora una scelta di itinerari che grosso modo dovrebbe costituire quella da prendere in considerazione ma suscettibile di qualche modifica.

Alpi Retiche
Val Bodengo; Val Febbraro; Valle Spluga; Passo di Lei; Passo di Niemet; Gole Cardinello e Alta Val S. Giacomo; Settimer Pass; Bocc.ta Tegiola - Val Codera; Maloja - Soglio; Strada Regina; Val Codera; Costa dei Cech; Val Masino; Passo del Muretto; Passo Confinale; Val Poschiavo; Livigno - Val Grosina; Livigno - Passo Scale - Bormio; Passo Gavia; Umbrail - Braulio.

Alpi orobie e Valsassina:
Aprica - Val Belviso; Sondrio - Val del Liri; Val di Tartano; Strada Priula; Bocchetta di Trona - Val Varrone; Colico - Bellano; Premana - Taceno - Dervio; Varenna - Esino - Taceno.

Come si può notare esiste un maggiore interesse per il settore occidentale del territorio. Questa impostazione è venuta naturalmente, in base ad una serie di considerazioni:
1 La grande antropizzazione dei versanti meridionali delle orobie bergamasche (sono improponibili itinerari che si svolgono per la maggior parte s? strade carrozzabili o nelle loro adiacenze anche se chiaramente sarà specificato il loro proseguimento al di là dei confini valtellinesi).
2 La maggiore conoscenza che già si possiede riguardo ai collegamenti viari in alta Valtellina dovuta principalmente ad un loro uso prolungato nel tempo in pratica fino al secolo scorso.
3 La grandissima importanza che in epoca preromana ebbero le vie di comunicazione del settore occidentale valtellinese e la quasi totale mancanza di notizie s? di esso.
4 La necessità di avere un settore quasi "inesplorato sotto il profilo trattato nel libro sul quale concentrare tutti gli sforzi e le ricerche. ovviamente esso non poteva però essere considerato come un'isola a se ma in rapporto con il territorio circostante.

Dal momento che le ricerche sono ancora in corso gli autori si riservano di modificare certe percorrenze proposte anche alla luce di altri studi storici e archeologici condotti da altri studiosi.