Lettera a Marco Scetti

Ultimo aggiornamento il: 24/05/2018 15:56:15


Lettera a Marco Scetti

Caro Marco,
sai benissimo che non ho alcun interesse personale negli affari della Val Masino e che mi sono sempre tenuto alla larga da ogni operazione di dubbia qualità etica nel tentare di accaparrarmi posizioni professionali in loco. Per questo motivo sono uscito anche dall’organizzazione di Guide alpine, “il Gigiat”.
Sai che in valle ho solo dei rapporti familiari, ma che per i miei trascorsi alpinistici e professionali conosco benissimo il territorio, la sua gente e i suoi problemi. Sai d’altra ,parte che - magari dando fastidio - non ho troppi peli sulla lingua, ma che le mie contestazioni o critiche devono sempre essere lette in chiave costruttiva.
In questo senso criticai la costruzione del Centro Polifunzionale o Casa delle Guide, struttura necessaria, ma a mio avviso talmente sproporzionata che avrebbe creato problemi di gestione (cosa che poi si è verificata). Con grandissima pena, perché toccavo professionalità a me vicine, criticai la gestione un po’ leggera del Trofeo Kima. Senza remore ho dissentito spesso sulla gestione territoriale della Val di Mello.
Quest’anno, venuto a mancare il sostegno di idee e di denaro portati in precedenza da un finanziamento europeo, la gestione del turismo in valle ha fatto un notevole passo indietro per una sorta di paralisi che personalmente trovo inaccettabile, visto che con pochissimi interventi il problema sarebbe stato risolvibile.
Riferendomi solo agli aspetti turistici vorrei fare in proposito alcune considerazioni.
Parchimetri in area Sasso Remenno. Pur considerando la naturale riluttanza degli arrampicatori a pagare, l’idea potrebbe essere anche buona. Il problema è che dovreste motivare il balzello, spiegando agli scalatori che i soldi ricavati andranno al miglioramento dell’area (sentieri, attrezzatura delle vie, manutenzione ordinaria). In tal modo, ne sono certo, incassereste di più. Ad esempio il frequentato Sentiero dei Ciclopi versa in uno stato precario; il cartellone al suo inizio è illeggibile ed io stesso, in seguito ad alcune segnalazioni di turisti che si erano trovati in difficoltà, sono andato a mettere qualche bollo di vernice (costo: un’ora e una bomboletta di giallo).
Ma, ricordatelo bene, le promesse andrebbero mantenute, facendo chiaramente seguire gli interventi di manutenzione promessi sui cartelli del parcheggio, magari avvalendosi del supporto di qualche organizzazione di volontariato locale come gli Alpini.
Accessi stradali in Valle di Mello e Valle di Preda Rossa. Visto che avete abolito il servizio navetta in Val di Mello, l’accesso a pagamento e il numero contingentato di accessi è cosa buona, anche se in Val di Mello, così com’è gestito, non funziona affatto.
Sarebbe bene anche favorire l’accesso pedonale in Val di Mello con partenza da San Martino. In paese manca però la benché minima segnaletica per tale accesso, che passa accanto alla chiesa. Basterebbero tre (3) cartelli, magari in legno, ben fatti; domenica scorsa, visto che bighellonavo in piazza, mi è capitato di sentire ben quattro comitive chiedere in giro dove iniziava il sentiero per la Val di Mello!!!!
Ma la discarica di rifiuti che si trova all’inizio di San Martino ad accogliere i turisti è una vera indecenza e c’è da domandarsi come facciano gli stessi abitanti a sopportarla.
A proposito dell’ingresso in San Martino, una delle poche cose sagge promosse dalla giunta Cassina fu il progetto di una tangenziale che aggirava il paese, staccandosi prima del ponte sul torrente per ricollegarsi alla strada dei Bagni a monte delle case. La cecità dei commercianti, che vogliono le auto in negozio, ha dissuaso i sostenitori dell’idea, ma pensate alla bellezza della piazza di San Martino, nuovamente acciottolata e resa più vivibile per i turisti ai quali, per arrivarci, basta parcheggiare 50 metri prima. E magari, sul giardinetto della piazza, invece di quell’anonima fontana, perché non metterci la statua di una guida come Bortolo Sertori che incarna una tradizione cui la valle deve molto?
Sentiero pedonale di Vesido. Bellissima idea molto frequentata dai turisti, ma scusate: perché non diradate la disposizione dei lampioncini (ora uno ogni 30 metri) usando quelli che avanzano per illuminare l’importantissimo tratto che va dal Campeggio Sasso Remenno fino a San Martino. A chi cammina non occorrono grandi luminarie, basta passare dal buio più completo ad una minima visibilità. I pozzetti per gli allacciamenti ci sono già, mi pare.
Altre opere di fondovalle come un percorso pedonale a lato della carrozzabile da San Martino al Sasso Remenno (da qui si potrebbe poi tenersi sull’argine del torrente fino al Centro della Montagna), o una bretella di unione fra l’ingresso di Cataeggio e la Zocca (utile soprattutto nei periodi estivi per facilitare il deflusso delle auto evitando le strozzature di Cataeggio e Filorera), richiedono, queste sì, molti soldi e quindi le cito solo come possibili idee future assieme alla “tangenziale” di San Martino.
Riserva della Valle di Mello: su questo argomento mi astengo o quasi. E’ mai possibile che non siate ancora riusciti a organizzarvi? Chi o cosa vi trattiene?
Vi lamentate continuamente che non ci sono soldi, che le risorse economiche non arrivano, ma per parte vostra non muovete un dito, apparite come paralizzati e senza idee. Le forze disponibili in valle agiscono (agiscono?) separatamente e senza un progetto comune, spesso sono in lite fra loro per motivi futili e nessuno si rende conto di danneggiare l’economia locale. Presi separatamente tutti parlano bene, sono pieni di buoni propositi, ma poi, alla prova dei fatti è un disastro.
Ci sono soggetti come la Protezione Civile, il gruppo Alpini, l’Associazione
Albergatori, ora anche il neonato Sci Club, che potrebbero e dovrebbero essere messe in campo e coinvolte inseguendo un progetto, una visione a lungo termine per il futuro della valle. Nessuno di fronte a una simile proposta, sono scuro, si tirerebbe indietro.
Invece, alla denuncia di un’emergenza estetica, e magari anche sanitaria, come quella dei rifiuti ti sento dire: “situazione nota, attendiamo i soldi…”. Inevitabilmente mi domando: “ma siamo a Napoli o in Val Masino?” E’ sconfortante.
Continuate a piangervi addosso e sembra quasi che non abbiate il benché minimo amor proprio e per la vostra terra. Il volontariato lo fanno quelli che vengono da fuori come Simone Pedeferri, e pochi altri, che però fanno quel che possono; ma sono sempre iniziative di singoli, fatte quando capita. Perché non provate anche voi a fare qualcosa di… volontario?
Apparite incapaci di assumere la benché minima iniziativa e restate in attesa dei… soldi.
Io sono sicuro, lo ripeto, che vista la pochezza delle cose da fare, le organizzazioni di valle, in accordo col Comune, potrebbero prendersi in carico certe incombenze e all’occorrenza risolvere eventuali emergenze.
Quindi, caro Marco, non nascondetevi dietro i soldi che non arrivano e provate a costruire il futuro della valle anche con le vostre mani.
Chiudendo metto ovviamente a disposizione la mia esperienza e anche la mia mano d’opera a titolo volontario per lavorare insieme con te, il sindaco e tutti gli altri per il miglioramento della valle.