La nuova guida del Masino

Ultimo aggiornamento il: 23/05/2018 15:12:41


La nuova guida del Masino

Questa di Andrea Gaddi è l'ultima di una lunga serie di guide alpinistiche dedicate al Masino-Bregaglia che ebbe origine con la monografia Montagne di Val Masino, scritta dal Conte Lurani Cernuschi nel 1883. Anche grazie a questo lavoro, il massiccio divenne tanto celebre che già ventotto anni dopo, la sua descrizione occupava due terzi del ponderoso volume Alpi Retiche occidentali della nuova collana Guida dei Monti d'Italia del CAI-TCI, redatta da Romano Balabio, Luigi Brasca, Guido Silvestri e Alfredo Corti. Né i primi tre, né il conte Aldo Bonacossa poi, con la sua Masino-Bregaglia-Disgrazia del 1936, avrebbero pensato però alla grandiosa evoluzione alpinistica che ha reso questo massiccio il luogo più completo in assoluto per arrampicare su granito: ne fanno fede anche le molte guide straniere, svizzere ed inglesi e quelle a carattere molto ristretto dedicate al solo Sasso Remenno e ai massi di fondovalle apparse accanto ai lavori citati.

La lontananza delle pareti e la loro difficoltà, contribuirono a rendere il Masino un regno per pochi e, ancora sul finire degli anni 70 del secolo scorso, moltissimo restava da fare. Nonostante ciò, per l'aggiornamento della "Bonacossa", del quale si occuparono Gino Buscaini e Giovanni Rossi, furono necessari ben due volumi. Intanto, la ventata di novità sbocciate in quegli anni, e che ebbero proprio nel Masino uno dei luoghi simbolo, resero in breve obsoleta anche la nuova edizione della CAI-TCI. Cominciarono però a comparire guide meno complete, basate su selezioni di percorsi belli e consigliabili. La prima fu Sul Granito della Val Masino di Giuseppe Miotti e Lodovico Mottarella, ma si tenga presente che il nascente fenomeno della Val di Mello, aveva già portato all'edizione di due volumetti: Il gioco arrampicata della Val di Mello e Val di Mello, rispettivamente degli amici-nemici Ivan Guerini e Antonio Boscacci. Il logico prevalere dell'attrazione esercitata dalle pareti di fondovalle, fece presto aumentare in modo esponenziale il numero delle vie aperte in Val di Mello e zone limitrofe, rendendo necessaria la redazione di altre opere. Curiosa e diversa dalle altre è 9000 metri sopra i prati, di Jacopo Merizzi e Paolo Masa, in cui le descrizioni tecniche sono solo uno degli ingredienti di un divertente vademecum storico e d'atmosfera (col titolo di Mellomito la guida è stata rieditata nel 2013, rivista e rinfrescata nella grafica e nei contenuti).

Si affermano in questi anni anche altre "guide d'area" come Albigna di Renata Rossi e Franco Giacomelli e Badile della stessa Rossi. Ecco poi le raccolte di scalate scelte Val di Mello di Cristina Zecca e Pietro Corti, Mello di Boscacci e Luisa Angelici ed infine Masino-Bregaglia di Pietro Corti e Paolo Vitali.

Seguendo una diversa filosofia, quasi ritorno al passato, nel 1996 usciva la gialla guida Masino-Bregalia-Disgrazia di Miotti e Gianluca Maspes, tentativo di ricondurre l'ormai straripante numero di ascensioni in un unico volume, dai massi di fondovalle alle cascate di ghiaccio, dalla Val di Mello alle vie in quota. Stessa filosofia seguita pochi anni dopo da Andrea Gaddi con due ponderosi volumi, uno dedicato all'alta quota, l'altro alla sola Val di Mello, diventati presto il nuovo punto di riferimento degli scalatori nel Masino-Bregaglia. In concorrenza usciva Solo Granito di Guido Lisignoli e Mario Sertori che forse ha incontrato meno favore, sebbene stilata da due grandi esperti. Ora sono passati ben 131 anni dalla "guida" di Lurani e dalle 40 pagine di quel lavoro, siamo giunti alle 502 di questo nuovo impegno di Gaddi che, come ormai necessario, evidenzia solo le salite più belle e classiche. Una nuova impostazione e nuove soluzioni grafiche nella descrizione delle vie rendono questo lavoro sicuramente di appeal e uno strumento essenziale per chi voglia misurarsi con i graniti del terzo millennio.