Le guide dimenticate

Ultimo aggiornamento il: 22/05/2018 08:51:32


Le guide dimenticate

Se una serie di eventi del tutto casuali non mi avessero messo sulle tracce di mio zio, disperso durante la campagna di Russia, non mi sarei nuovamente imbattuto in Giannino Soncelli, alla cui attività alpinistica avevo riservato un paragrafo nel volume dedicato al 125° della fondazione del CAI Valtellinese.
Quel nome ricomparve in una delle lettere che mio zio scrisse dal fronte. Al ritorno da un'avventurosa "gita" nella steppa lo zio ritrovò presso la Compagnia Comando del Btg. Tolmezzo, il convalligiano Bruno Melazzini…."che non vedevo da oltre due anni. Puoi immaginare quale piacere abbia provato ritrovandomi con lui a così grande distanza da casa. Abbiamo parlato degli altri valtellinesi che sono con lui, il Rasella, il Perego, Soncelli. Peccato che non li abbia visti, perché erano con la compagnia in linea."
Pochi giorni dopo, con grande sorpresa, in una delle due guide sulla Val Malenco che Soncelli scrisse nel 1938, ritrovai lo zio, autore dell'introduzione geologica al volume alpinistico.
Un po' per curiosità ho iniziato a sfogliare i due libretti, uno di itinerari sci alpinistici e l'altro di escursioni ed ascensioni nella bassa e media Val Malenco, rendendomi subito conto che di queste opere, nulla o quasi si sapeva.
Non mi risulta che ne abbia parlato Alfredo Corti, neppure per criticarle dall'alto del suo sapere; non ne fa cenno la Guida "Bernina" del CAI -TCI di Silvio Saglio stampata nel 1957. E neppure io le avevo citate nella riedizione di questa prestigiosa guida, uscita nel 1996.
Effettivamente i due lavori non apportavano nuove conoscenze sui monti di Val Malenco e forse per questo furono trascurati. Tuttavia a mio parere meritano un riconoscimento seppur tardivo, perché con quest'opera Soncelli riempiva, un importante vuoto, aggiornando finalmente una parte della guida del CAI "Alpi Retiche occidentali" edita nel 1911.
Le guide fanno parte di una collana ideata dalla Sezione Alpinismo del GUF di Milano: "Itinera Montium". Sono 9 libricini di agile formato dedicati a varie zone alpine.
Il volumetto alpinistico della Val Malenco comprende 200 mete, cime, passi, forcelle, cui corrispondono uno o più itinerari d'accesso sia di tipo escursionistico che alpinistico.
Dopo un breve inquadramento del territorio, dove non manca una parte storica e dove scopriamo dell'esistenza di un "Piano Regolatore" della sentieristica del CAI, Soncelli entra nel vivo dell'argomento. Ogni meta ha una presentazione generale che la colloca sia topograficamente che morfologicamente, con aggiunte riguardanti gli aspetti paesaggistici; a questa seguono i percorsi d'accesso.
Nelle relazioni non sono riportati i nomi dei primi salitori di cime e vie e neppure i gradi di difficoltà, sostituiti da aggettivi come "facile", "difficile", usati sempre con molta parsimonia. Le descrizioni sono succinte e chiare, e non indicano pedissequamente la via, lasciando ai ripetitori ampio margine d'interpretazione. Questo stile andrà di moda solo molti anni più tardi, con il tentativo di recuperare la dimensione avventurosa dell'alpinismo, che chiodature eccessive e descrizioni metro su metro stavano seriamente minacciando. Negli anni '30 i motivi erano diversi anche se, in embrione, anticipavano il problema. Era allora vivacissima la diatriba fra sestogradisti e alpinisti classici, categoria di cui facevano parte Soncelli e molti del GUF. Nelle guide Itinera Montium si scorge, infatti, una visione molto idealistica dell'Alpe che s'opponeva al "gradismo" e all'alpinismo sportivo, rei di ridurre la montagna ad un campo d'esercizio fisico con tabelle e punteggi, sminuendone i valori ambientali e spirituali.
Queste opere sono quindi anche una sorta di manifesto filosofico. Forse per questo, per enfatizzarne la funzione, si peccò in senso opposto, facendo mancare anche quel minimo di informazioni tecniche e geografiche che invece sarebbero state utili.
Particolare curioso è il modo con cui sono raccolti i percorsi, suddivisi secondo le basi di partenza: da Chiesa, da Caspoggio, da Torre S. Maria, da Spriana.