Punta Sertori 3194 m

Cresta Sud - Marimonti e traversata al Badile

Ultimo aggiornamento il: 02/06/2018 08:31:33


Punta Sertori 3194 m

Prima salita: D.Contini-P.Marimonti - 12-8-1923
Dislivello: 400 m (circa 15 Lunghezze di corda); 500 m circa fino in vetta al Badile
Difficoltà: IV/IV+
Tempo di percorrenza: 4 ore dal rifugio alla vetta. Due ore in più per il Badile
Punto di partenza: Rifugio Gianetti 2534 m.
Attrezzatura: Casco, corda, una decina di moschettoni, fettucce e cordi­ni, 4 o 5 nut o friend misure medie.
Guide e carte: Bonacossa A. e  Rossi G. “Masino-Bregaglia-Disgrazia” vol I; Collana Monti d’ Italia Ed. CAI-TCI - Milano 1976.
CNS  1:50.000  “Monte  Disgrazia” e  1:25.000  “Sciora”;  Kompass 1:50.000 “Chiavenna-Val Bregaglia”.




Linea generale: dal rifugio per morena e zolle erbose raggiungere in poco tempo la base della cresta (1 ora); l’attacco è situato sul lato destro della sua propaggine più bassa al di sopra di una breve placca che forma con la base dello spigolo un’ampia terrazza di blocchi.

Percorso

Un camino sale a raggiungere il filo, salirlo interamente e raggiungere una larga terrazza erbosa (80 m; III e IV). Prose­guire per lame e tratti con erba tenendo leg­germente a destra, quindi ancora per lame ed erba arrampicare tenendosi a sinistra del filo di cresta, superando una placchetta alta una trentina di metri che porta a una poco evidente nicchia erbosa (un centinaio di metri con difficoltà di III e un passo di IV). Proseguendo a sinistra del filo riportarsi in cresta dopo una lunghezza; si è così in un punto in cui la cresta ha andamento pianeg­giante. Facilmente si raggiunge la base dell’impennata successiva che si scala con qualche passo difficile per 40 m giungendo ad un secondo tratto pianeggiante (III+ e IV; chiodi). Passare allora sul lato Est e seguire una cengia erbosa che procede verso il Colle del Cengalo (Nord); in leggerissima discesa si giunge così alla base di un camino che sale all’intaglio fra la prima e la seconda delle cuspidi Ferrario. Salire il largo camino e poco prima di raggiungere la cresta obliqua­re a destra afferrando il filo più a monte (40 m; III e IV). Salire sulla aerea cuspide e rag­giungere una terrazza di blocchi a monte di essa (25 m; III+ e IV). Superare una placca con numerose fessurine longitudinali e al suo termine tenersi sul versante orientale per rampe e lame non difficili fino a un evi­dente e largo canale di roccia che riporta direttamente sul filo di cresta ad un intaglio (80 m circa sulle rampe e 40 m il canale di roccia, difficoltà dal II al IV).
Dall’intaglio salire direttamente in spigolo per due lunghezze raggiungendo la vetta (III e III+). Scendere per una decina di metri lungo la via di salita fino a dei cordini dai quali con una doppia di 20 m si raggiunge una cengia che traversa a destra (Ovest) verso la cresta Badile-Sertori.
(Discesa senza traversata al Badile: si risale per poco lungo la cresta finché è evidente la possibilità di discesa lungo cengette e brevi saltini rocciosi fino a un salto più verticale. Con alcune doppie attrezzate ci si cala fino al ghiacciaietto alla base del Badile.)
Proseguimento verso il Badile: raggiunta la cresta pianeggian­te che porta alle rocce del Pizzo Badile percorrerla finché inizia a salire più decisa­mente: Ci si sposta sul suo versante Nord dove una serie di cenge con grossi blocchi permette di aggirare buona parte del primo tratto (con difficoltà analoghe e allontanan­dosi parecchio dal filo per cenge erbose si può pure salire dal versante Sud). Stando sempre sul versante nord si sale nei pressi del filo per grossi blocchi faticosi (passi di III e III+) per poi tornare in cresta e seguirla sempre su blocchi fino alla base di quel liscio muro verticale che caratterizza la estremità orientale della vetta del Badile. Una comoda cengia passa proprio ai suoi piedi sul versante meridionale, per essa e per blocchi si arriva così sul lungo crestone sommitale per il quale si è in breve in vet­ta.

Discesa: la si effettua lungo la via normale del versante sud del Badile.