Pizzo Badile

Via Normale

Ultimo aggiornamento il: 31/05/2018 14:13:39


Pizzo Badile

Prima ascensione: William Auguste Coolidge con le guide Francois e Henry Dévouassoud 27 luglio 1867
Periodo consigliato: da luglio a settembre.
Dislivello: 800 m c. dal rifugio alla vetta.
Difficoltà: PD (alpinistica poco difficile con un passaggio di III° grado) l’ascensione.
Tempo di percorrenza: 4 ore dal rifugio alla vetta.
Punto di partenza: Rifugio Gianetti 2534 m.
Attrezzatura: Casco, corda, qualche moschettone e cordino.
Guide e carte: Miotti G.-Vannuccini M. “La nuova guida del Sentiero Roma”; Ed. Guide dalle Guide – Sondrio 2002.
Bonacossa A. e  Rossi G. “Masino-Bregaglia-Disgrazia” vol I; Collana Monti d’ Italia Ed. CAI-TCI - Milano 1976. CNS  1:50.000  “Monte  Disgrazia” e  1:25.000  “Sciora”;  Kompass 1:50.000 “Chiavenna-Val Bregaglia”.




Dal rifugio Gianetti salire verso Nord per pietraie puntando alla base dell’evidente speroncino roccioso che si protende dalla cresta Sud del Badile. Si attacca sul suo lato occidentale un centinaio di metri  sopra il suo piede, nel diedro che determina il suo punto d’unione col corpo della montagna. Per un sistema di cenge si obliqua a destra raggiungendo la cresta dello  speroncino per poi percorrerla tornando a sin. Passati sotto uno strapiombo, si sale per il camino che lo incide sulla sin (15 m III) sbucando presso la croce metallica dedicata agli alpinisti Castelli e Piatti. Salire per canalini e cenge erbose per c. 80 m finché le tracce di passaggio raggiungono l'inizio di una evidente cengia che, in discesa obliqua a destra, porta alla base di un marcato canale. Risalire il canale per c. 60 m usando in parte anche la sua sponda destra poi uscire a sinistra seguendo una rampa che porta sul filo della cresta Sud. Seguire il crinale per c. 40 m poi traversare a destra per facile cengia entrando nel canalone principale e  risalendolo per c. 70 m. Uscirne a sinistra sfruttando un canaletto-camino e tornare presso la cresta per abbandonarla subito rientrando a destra e arrampicando per una serie di facili canalini intervallati da placchette che adducono alla cengia terminale di blocchi che, in diagonale verso destra porta poco sotto la cresta sommitale che si raggiunge in breve.

ATTENZIONE!Per evitare problematiche corde doppie, in discesa ricordarsi della cengia che, alla base del profondo canale, risale (salendo la si è discesa) verso destra avvicinandosi alla cresta Sud.

NOTA: la via di discesa è attrezzata con anelli fissi di calata utili in condizioni di tempo cattivo o con neve.