DISASTRO VAL MASINO

Ultimo aggiornamento il: 20/05/2018 18:32:31


DISASTRO VAL MASINO

Non cessano le critiche sulla difficile situazione in cui versa l’immagine turistica della Val Masino e sono talmente tante che a volte viene spontaneo rispondere con le solite frasi tipo: “chi è causa del suo mal pianga sé stesso”. Leggendo gli articoli comparsi sulla stampa locale è però impossibile sottrarsi a un commento più serio. C’è un Sindaco che dice di non avercela con le guide, ma di certo non mostra spirito collaborativo se non obtorto collo come è stato per la sostituzione dei punti di sosta pericolosamente consunti sul Sasso Remenno. A giustificare una poco edificante discarica di rifiuti all’imbocco del sentiero, egli lamenta che per la gestione della Riserva Val di Mello il Comune prende solo trenta mila euro, ma non credo che un viaggio in più del camion della nettezza urbana abbia costi tali da sbalestrarne il bilancio. E di discariche ne esistono molte, prima fra tutte quella nei cui pressi parcheggiano i turisti all’ingresso di San Martino: un biglietto da visita di cui dovrebbero vergognarsi anche gli operatori turistici, molti dei quali, certamente, hanno votato Jobizzi. Due anni or sono, con il fermo posto a una parte di un Progetto Emblematico ERSAF/Cariplo, si son persi trecentomila euro previsti per un impianto di fitodepurazione dei liquami in Val di Mello, per un percorso pedonale sul fondovalle in zona Sasso Remenno e per il restauro di quel prezioso e unico monumento alpestre che è la Stalla Ovale del Qualido. Poi, a quanto pare soprattutto per le azioni non certo amichevoli del Sindaco nei confronti di Melloblocco 2016, questo importante evento internazionale cercherà altri lidi, togliendo all’economia locale una buona fonte di reddito destagionalizzato. Inoltre, sebbene incredibile, qualcuno sostiene che altri progetti già approvati dalla precedente giunta sono stati fermati e fatti rifare. Così a spanne, fra il contributo Cariplo e la mancata edizione di Melloblocco, e forse di Kima, la perdita supererà il milione di Euro. Un vero disastro! Aggiungiamo il fermo delle Terme di Bagni Masino o il progressivo abbandono in cui versa il territorio come meta turistica e abbiamo il quadro di un triste futuro. I sentieri in primo luogo sono in cattive condizioni, sia per carenze di segnaletica sia per motivi di dissesto che spesso li rendono difficili e poco gradevoli anche per un escursionista medio. Con un po’ di malizia alcuni sostengono che si stia facendo di tutto per distruggere l’economia turistica locale al fine di riportare in auge cave e seconde case, secondo una visione superata e perdente che nell’immediato potrebbe forse beneficiare qualcuno, ma andrebbe presto a scapito di tutta la comunità. Probabilmente, anche se questo dovesse essere veramente l’intento, e mi pare impossibile, per molte ragioni sarà destinato a fallire e il danno sarà grave. Dal 1978 ho fatto la guida in valle, ho gestito una scuola d’arrampicata, ho lavorato in rifugio e per i successivi trent’anni, assieme ad altri, Antonio Boscacci e Jacopo Merizzi in primis, ne ho promosso in tutti i modi l’immagine. Oggi devo purtroppo constatare che si è tornati quasi al punto di partenza, se mai ce n’è stata una. Eppure il luogo produce ricchezza solo per quello che è, per le sue caratteristiche uniche, senza richiedere altro che un po’ di cura, di attenzione e di manutenzione. I primi a doversene occupare dovrebbero essere gli operatori locali, magari investendoci un po’ di tempo e/o denaro, ma soprattutto di passione. Però, mancano per ora, una visione estesa, un progetto comune per il futuro e una guida sicura; fortunatamente, qualcuno in valle se ne sta accorgendo. Hanno una “gallina dalle uova d’oro” ma perché faccia le uova si devono rendere conto che va anche curata e nutrita.