Sentieri in Val Masino

Brevi considerazioni

Ultimo aggiornamento il: 20/05/2018 18:52:28


Sentieri in Val Masino

Sollevato dal fatto di non essere l’unico a puntare il dito sulla situazione della sentieristica in provincia di Sondrio, vorrei aggiungere alcune considerazioni all’articolo uscito su La Provincia del 2 settembre, in seguito alle lamentele del turista Luigi Saccani circa la situazione che ha riscontrato in Val Masino.

In merito alle condizioni dei sentieri da lui percorsi - o tentati -  Saccani ha perfettamente ragione. Probabilmente la valle ha la peggiore segnaletica escursionistica delle Alpi centrali; però voglio sottrarmi alla solita colpevolizzazione gratuita di questo o di quello perché funziona poco e invece, anche se completamente disilluso, vorrei dare un paio di suggerimenti. Potrei riferirmi a molte altre località che si trovano più o meno nelle stesse condizioni ma, per logica, resto in Val Masino. Il progetto Life, nel cui ambito fu realizzato il percorso, risale ai primi del 2000 e già pochi anni dopo il tratto che collega la Valle dell’Oro alla Val Porcellizzo versava in condizioni critiche; tuttavia restano i cartelli indicatori a trarre in inganno l’ingenuo viandante. Tale cartellonistica dovrebbe essere dunque – e dovunque - divelta perché potenzialmente pericolosa, a meno di non ripristinare il sentiero che in alcuni punti è stato fatto passare in luoghi non propriamente adatti e, specie alle basse quote, è in cattive condizioni. ERSAF sostiene che la manutenzione la doveva fare il Comune, ma c’era un accordo? Son certo di sì. Resta il fatto che tutti questi progetti finanziati con denaro pubblico e che comportano interventi più o meno incisivi sul territorio, dovrebbero prevedere che parte dei fondi siano riservati alla manutenzione per un periodo di più anni. Lo stesso dicasi per il Sentiero dei Ciclopi che fu una mia idea e che da subito vedeva il sottoscritto e qualche Guida di buona volontà, fare manutenzione volontaria perché a nessuno in valle sembrava importare. Immagino che la situazione sia peggiorata, ma ora sono io che me ne infischio. Fra l’altro è anche di cattivo gusto che nell’ambito di certi interventi si creino percorsi per ipovedenti, per persone meno abili di vario genere, utilissimi ad ottenere il finanziamento e poi si lasci tutto morire: vedi la targa in braille posta alla base del Sasso Remenno e oggi scomparsa. Siamo alle solite “italianità”: inaugurazioni, tagli di nastri, strombazzamenti e manutenzione nulla. Concludo questa prima parte ribadendo che i lavori fatti con soldi pubblici dovrebbero prevedere di regolamento un periodo di manutenzione dell’opera, finanziato nell’ambito del progetto stesso; e se il regolamento non lo impone, etica vorrebbe che ce lo si imponesse. Gli enti locali dovrebbero poi farsi carico di queste opere perché devono rendersi conto che sono importanti elementi della loro immagine turistica e non iniziative calate dall’alto. In Val Masino nessuno si occupa della sentieristica, non il Comune, non l’associazione albergatori, non i rifugisti che oggi, anche grazie all’uso dell’elicottero, hanno perso quasi del tutto il rapporto con quel cordone ombelicale che unisce il fondovalle alla loro capanna; solo le Guide, peraltro malviste dal Sindaco, fanno qualcosa. È spiacevole a dirsi ma, tranne qualche esempio virtuoso, i primi ad essere scollegati dal luogo sono proprio i valligiani.

Da anni vado dicendo che le manifestazioni che si tengono in valle dovrebbero essere uno stimolo al miglioramento del territorio e in particolare della sentieristica; ad esempio, se ad ogni Trofeo Kima, importante competizione che si svolge appunto su sentieri, si trovasse anche qualche migliaio di euro per la manutenzione dei percorsi di arroccamento al Sentiero Roma, e magari anche per qualcuno in più, la situazione in valle sarebbe quasi perfetta. In queste opere, se proprio si vuole risparmiare, potrebbero essere coinvolte forze locali come la Protezione Civile o gli Alpini. In fin dei conti mettendo un sentiero in ordine, ben tracciato e segnalato, si fa anche importante prevenzione contro incidenti e smarrimenti, riducendo eventuali interventi di Soccorso Alpino. Invece siamo all’età della pietra e continueremo a restarci finché la sensibilità degli amministratori e di chi trae guadagno dal turismo, non solo in Val Masino ma nell’intera provincia, non capisce che investire un poco nella manutenzione del territorio non può che portare ulteriori e durevoli ritorni economici.