Val Masino 2014

Ultimo aggiornamento il: 20/05/2018 18:15:40


Val Masino 2014

Le ultime elezioni in Val Masino hanno riproposto a capo dell'amministrazione: l'Ingegner Domenico Jobizzi.  Lo conobbi anni fa quando, presentandosi alle "comunali", organizzò una splendida mostra sulla Valle che, con grafici, plastici e fotografie, illustrava un futuro basato prevalentemente sulla valorizzazione delle sue bellezze. A tale esibizione non fece seguito pari risultato sul campo, anche se a Jobizzi va il merito di aver cercato di proteggere le risorse idriche locali dalle piccole captazioni private. Negli anni seguenti i suoi successori si sono distinti per ben poche cose: si sono mossi nell'opposta direzione per quanto riguarda le concessioni sui "piccoli salti" e hanno mostrato un disinteresse quasi totale nei confronti del turismo, la risorsa che, pur senza di loro, è oggi la più importante fonte economica del luogo. Dagli anni 70 a oggi il percorso della Val Masino turistica è stato brillante, anche se è progredito in maniera quasi spontanea e ancor oggi senza una rotta precisa. Oggi la Valle è nota nel mondo e, più che da un preciso marketing, la sua fama  è promossa dai turisti stessi come mi ha confermato l'esempio di un estasiato visitatore americano giunto su consiglio di amici sloveni!

Jobizzi si è presentato portando delle idee sul futuro della Valle che hanno suscitato molte perplessità e qualche contestazione; personalmente ho minimizzato considerandole pura demagogia pre elettorale, ma al tempo stesso ho pensato che, come per il disastro ormai consolidato della Val Malenco, i responsabili del futuro di un luogo sono "in primis" i suoi abitanti e quindi… contenti loro…

In Valle ho trascorso molte stagioni come Guida alpina e direttore della Scuola di Arrampicata Il Gigiat; con Jacopo Merizzi, Antonio Boscacci e molti altri, per più di trent’anni abbiamo promosso le sue bellezze con articoli, guide, filmati. Ne abbiamo preso le difese contro speculazioni e tentativi di snaturarne il territorio pensando fin dall'inizio al turismo come unica e intelligente risorsa, portatrice di benessere diffuso senza "spreco" o distruzione dei luoghi.

Ora si ventilano nuove attività estrattive. Non sono totalmente contrario, ma forse piuttosto che a grandi cave, che andrebbero aperte in zone lontane dai centri abitati e da aree di pregio naturalistico, si potrebbe pensare alla valorizzazione artigianale della pietra locale, favorendo ad esempio il suo uso artistico (magari ne nascerebbe anche una scuola). Grandi cave e turismo non vanno d'accordo; vi vedete San Martino affollata di turisti mentre pesanti camion ne traversano la piazza? Non indago poi sui risvolti economici, ma se anche il marmo di Carrara è in crisi, lascio al lettore ogni giudizio in merito.

Con il suo tipico stile, il Sindaco ha poi accusato le Guide alpine di portare via il lavoro ai giovani della Valle, minacciandole di impedire lo svolgimento della professione in loco. In proposito mi piacerebbe sapere che cosa ne penserebbe Lui se qualcuno gli intimasse di chiudere bottega incolpandolo di portare via il lavoro ai giovani ingegneri. Quella della Guida, caro Signor Sindaco, è una professione che vale quanto tutte le altre, compresa la Sua.

In quarant’anni di vita e lavoro sui monti ho visto decine di luoghi celebrati come mecche del turismo alpino che neppure si avvicinano per bellezza e completezza alla Val Masino. Ed è quasi incredibile che a distanza di decenni ci si debba ancora confrontare con insensibilità, incapacità di vedere e a volte persino con una certa grettezza d’animo che rendono faticosa ogni evoluzione. Questo territorio non chiede molto per essere reso ancor più "amichevole" nei confronti di chi lo frequenta e lo ama. Non chiede molto per diventare una fonte di ricchezza ancor più solida di quanto non sia oggi. La Val Masino ha già tutto per essere una delle più pregevoli località turistiche delle Alpi, non occorrono grandi opere, né grandi investimenti. In fin dei conti credo che la cosa cui meno si presta attenzione, ma che avrebbe invece ricadute molto positive sulla qualità dell'accoglienza in Valle, si possa riassumere con la parola MANUTENZIONE. Purtroppo anche fra gli operatori turistici, gestori di rifugio compresi, manca un'idea progettuale sul futuro. Manca sicuramente quello che si dice “spirito di squadra”, condizione che, ad esempio, rende faticosa la disponibilità a piccoli investimenti comuni con cui finanziare utili micro-interventi diffusi. Vi sono gravi pecche nella rete escursionistica. Alcuni sentieri sono quasi impercorribili, altri dovrebbero essere migliorati, altri ancora valorizzati. Il sentiero che porta al rifugio Omio sarebbe una facile e bellissima gita per tutti, ma essendo oltre modo sconnesso, nonostante la sua "brevità", tiene lontani molti possibili frequentatori. Meriterebbe un discorso a parte il Sentiero Roma e non solo per il tracciato in sé, ma anche per quel che riguarda i sentieri di arroccamento (o di fuga) e le strutture ricettive. Scarsa o nulla è anche la manutenzione delle vie di scalata, in primo luogo al Sasso Remenno. Inoltre, incomprensibilmente, non si pensa di mantenere accessibili i massi che ogni anno vengono ripuliti per il Melloblocco, il maggiore evento turistico valtellinese in quanto a numeri. In pochi anni, causa la ricrescita della vegetazione, tutto questo patrimonio di arrampicate si perde rapidamente e con esso si perde uno degli elementi di maggior richiamo del fondovalle.

Da qualche anno il Comune ha messo un parchimetro nell'area del Remenno, chiedendo due euro a giornata. Molti, compreso il sottoscritto, abituati da anni al parcheggio libero, mal sopportano la gabella così com'è, ma se presso il distributore di biglietti si mettesse un cartello indicante che il denaro raccolto sarà usato per migliorare le vie di arrampicata e i sentieri dei dintorni, io sarei il primo a pagare. Sarebbe poi educato e rispettoso verso i "contribuenti" se ogni anno, magari durante il Melloblocco, si desse pubblicamente conto di come i soldi sono stati spesi. E’ infine auspicabile che gli accessi automobilistici alla Val di Mello restino contingentati, ma d’estate si dovrebbe pensare qualcosa che risolva il problema traffico anche per la Valle dei Bagni. Mi rimane poi inspiegabile il distacco che si avverte in tutti i sensi nei confronti dello stabilimento termale, una risorsa d'immagine non indifferente. Ovviamente, le considerazioni fatte sopra si devono intendere estese anche alla "perla" Val di Mello, riserva regionale ancora piuttosto "ectoplasmatica".

Un Comune ha molte problematiche cui prestare attenzione, ma se possiede la spiccata vocazione turistica della Val Masino, direi che a quest’aspetto andrebbe indirizzata la massima cura. Molti valligiani stanno mostrando oggi maggiore sensibilità verso gli argomenti che ho sfiorato poc'anzi. A loro suggerisco di fondare un’associazione locale i cui scopi siano la difesa e la valorizzazione del territorio, della sua cultura e delle sue risorse turistiche. Un'associazione che si ponga come interlocutore del l'Amministrazione per progettare il futuro della Valle, ma che, vista anche l'assenza di un'opposizione, funzioni da contrappeso per sorvegliare e, all'occasione, denunciare pubblicamente eventuali scelte ritenute controproducenti.