Val di Mello: dalle centraline alla Riserva naturale

Ultimo aggiornamento il: 20/05/2018 18:11:22


Val di Mello: dalle centraline alla Riserva naturale

Almeno in un caso, le avventate norme che da qualche anno stanno mettendo a repentaglio le ultime acque libere delle nostre Alpi e il loro ambiente naturale, hanno avuto un effetto positivo.

Nel 2004, la casuale scoperta di un grande progetto per la captazione in quota di tutte le acque delle valli confluenti in Val di Mello, (Ferro, Qualido, Zocca e Torrone) per alimentare una centrale in loco, scatenò le vivaci proteste degli scalatori e degli amanti della valle. In poco tempo fu creato un comitato che raccolse parecchie migliaia di firme e si fece gradualmente strada l’idea che sulla Valle dovesse essere posto un vincolo definitivo. Accantonata l’impegnativa idea iniziale di farne un patrimonio UNESCO, anche grazie al notevole aiuto di ERSAF (Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste), si puntò sulla costituzione di una Riserva naturale.

Cominciava un percorso difficile, portato avanti dal Comune di Val Masino, ma anche grazie ad una costante e persuasiva pressione sui politici provinciali e regionali. I problemi da risolvere erano molti ed in particolare riguardavano il consenso da riscuotere presso gli abitanti di Mello che sono i principali proprietari dei terreni di fondovalle.

Alla fine di un lungo iter, dopo non poche titubanze e qualche preoccupante stasi, il progetto è andato in porto ed il 28 maggio scorso la Riserva è stata ufficialmente inaugurata e presentata al pubblico. Ovviamente, assieme a tutti gli amanti della Valle e della montagna non posso che gioire dell’evento anche se una serie di avvenimenti verificatisi di recente mi induce alla prudenza. Bisogna provvedere al più presto ad un regolamento che metta soprattutto ordine nella ancora disordinata fruizione turistica della Valle. Pur nel rispetto delle necessità di chi in Valle vive e lavora, occorre diminuire severamente i permessi di accesso motorizzato considerando anche le motociclette oggi escluse dai divieti di transito e bisogna vietare il “campeggio libero”. Anche tutti gli interventi di miglioramento fondiario, ad iniziare dalle opere sulla mulattiera di fondovalle, dovranno essere meglio concertati nei tempi e soprattutto nei modi con i proprietari locali facendo rispettare le esigenze di tutela di un paesaggio alpino unico.