Doug Scott -himalayan climber

Per il noriziatio del CAI Valtellinese

Ultimo aggiornamento il: 21/05/2018 17:24:13


Doug Scott -himalayan climber

Mercoledì 6 ottobre, prossimo, nell'ambito della MIDOP Sondrio Festival, la nostra città si onora di avere ospite l'alpinista inglese Doug Scott.
Questo nome, familiare ai "gourmet" di questa disciplina, suonerà quasi estraneo ai più, ma Doug è stato uno dei maggiori alpinisti himalayani di tutti i tempi e sul tetto del mondo ha vissuto imprese di autentica avventura e di vera esplorazione.
Dopo il classico percorso di avvicinamento al grande alpinismo, una serie di notevoli ripetizioni sulle Alpi e alcune prime ascensioni sulle grandi pareti del globo, dal 1974 gli interessi di Scott per l'esplorazione delle montagne si focalizzarono sull'enorme potenziale offerto dalle vette himalayane. I questo periodo per l'alpinismo britannico stava iniziando una nuova età dell'oro, propiziata da pionieri come Chris Bonington, Dougal Haston, Donald Whillans e Joe Brown. A questi capiscuola fece seguito una nutrita schiera di allievi, primo fra tutti Scott, seguito a ruota da elementi più giovani come Joe Tasker, Dick Renshaw, Peter Boardman e Alex Mc Intyre. Dotati di un'audacia estrema, a partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, questi ragazzi iniziarono a misurarsi con gli 8000 e altre vette minori, con lo stile usato dai loro antenati sulle Alpi nell'800, usando tecniche avanzate, ma sempre cercando di rendere la sfida uomo-natura la più leale possibile. La definitiva consacrazione di Scott avvenne nel 1975, quando, con Dougal Haston, raggiunse la vetta dell'Everest salendo l'inesplorata, altissima parete Sud-ovest. I due sopravvissero ad un durissimo bivacco forzato a 8570 metri, e senza ossigeno, da cui trassero la conclusione che l'esperienza e il moderno equipaggiamento potevano consentire di spingersi più avanti nella sfida coi giganti asiatici. Ma questa fu ancora una spedizione vecchio stile: molti mezzi, molte corde fisse. Doug aveva ormai capito che si poteva far meglio e, principalmente con Bonington, Tasker e Boardman, negli anni successivi diede il via alla nuova era dell'alpinismo himalayano.
Scalatore raffinato ed esigente, Scott diede anche prova di possedere una fibra fuori dall'ordinario quando, dopo aver rotto due caviglie in vetta all'Ogre Peak 7285 m, affrontò una tremenda lotta durata ben otto giorni per tornare al campo base ancora vivo. Gli ultimi cinque chilometri verso la salvezza, e molti altri tratti lungo la parete, li fece procedendo a quattro zampe su neve e ghiaccio consumando molte paia di guanti e di sopra-pantaloni; i compagni di spedizione gli furono sempre d'aiuto, ma coi limiti posti dall'asprezza dei luoghi e dall'assenza di portatori.
Forse il capolavoro di Doug resta però la salita al meraviglioso pilastro est dello Shivling, 6543 m, una delle più belle cime del globo, dove creò un itinerario che univa notevoli difficoltà tecniche ad un ambiente di alta quota. In perfetto stile alpino, muovendosi cioè come fossero su una cima delle Alpi, Scott e tre compagni raggiunsero la vetta dopo tredici giorni consecutivi di scalata di cui molti resi ancor più duri da costanti nevicate.
Insomma Sondrio avrà l'occasione di conoscere un vero Himalayan Climber, uno di quelli che hanno fatto la storia, ma anche un autentico gentleman della montagna che ha incarnato ed incarna lo spirito che mosse i primi inglesi ad interessarsi delle Alpi quasi due secoli fa. Se Messner fu noto per la rapidità delle imprese e Bonington per la sua capacità organizzativa, Doug Scott, cavaliere delle vette, è il più vero rappresentante del grande alpinismo d'esplorazione.
Per i suoi meriti e le sue capacità, dal 1999 al 2001, Scott è stato presidente del prestigioso Alpine Club (il primo club alpino ad essere fondato), dal 1976 al 1982, fu Presidente dell'Alpine Climbing Group e nel 1994 vicepresidente del BMC (British Mountaineering Council).
In Valtellina per partecipare all’Assemblea Generale dell’UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni d’Alpinismo) che, grazie all'impegno di Stefano Tirinzoni, si terrà a Bormio dal 6 al 9 ottobre, Doug presenterà in anteprima alla MIDOP le linee guida del nuovo decalogo orientativo sul comportamento che alpinisti ed escursionisti dovrebbero tenere sulle montagne piccole e grandi della terra. La presentazione sarà illustrata da immagini commentate dallo stesso alpinista britannico.