Ehh... sì! Questo è il CAI!

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Ultimo aggiornamento il: 10/05/2018 09:04:34


Ehh... sì! Questo è il CAI!

Sondrio 30/10/2006
Spett. CLUB ALPINO ITALIANO

Caro Presidente,
egregi Consiglieri,

da diverso tempo sono impegnato, assieme a molti altri, nella battaglia per contenere gli effetti della legge che permette ovunque sulle nostre Alpi, la costruzione di piccole centrali idroelettriche e, a nome di tutti, mi appello a voi. Il danno che questi apparati generano all’ambiente è enorme e si manifesta sotto forma di scarso approvvigionamento idrico, sbancamenti, disboscamenti, depositi di inerti, spesso scaricati direttamente nell’alveo dei torrenti. Insomma, per produrre un’inezia d’energia si distrugge il patrimonio paesaggistico e naturale della montagna, e invece ci sarebbero altri mezzi fra cui una sensata politica di risparmio energetico e l’utilizzo di fonti alternative, come il solare.

La Valtellina è forse oggi l’area maggiormente a rischio in quanto già ampiamente sfruttata (la provincia di Sondrio contribuisce al fabbisogno energetico regionale per il 47%, a quello nazionale per il 12% ed il 90% dei suoi corsi d’acqua sono già captati). Tuttavia la mia preoccupazione è rivolta a tutti i corsi d’acqua delle Alpi e per questo, sebbene le sezioni valtellinesi e valchiavennasche abbiano già ampiamente dimostrato la loro attenzione al problema, mi rivolgo anche alla Sede Centrale, al suo Presidente ed al suo Consiglio.
Primo fra i vari comitati formatisi un po’ ovunque sulle Alpi, l’Intergruppo Acque Provincia di Sondrio ha avanzato al Governo la richiesta di una moratoria triennale della legge in modo che si possa valutare con maggiore serenità l’entità del problema. All’iniziativa hanno aderito tutti i comuni, la Provincia di Sondrio, le locali sezioni del CAI e tante altre forze politiche e culturali.

Sarebbe quindi di grande importanza se anche il CAI Centrale, che sicuramente ha sempre più a cuore il destino delle montagne Italiane, manifestasse pubblicamente un deciso appoggio a questa importante e civile richiesta.
Il turismo è l’unica via per favorire lo sviluppo delle popolazioni locali senza danneggiare l’ambiente e diffondendo il benessere in loco, mentre le altre forme di sfruttamento del territorio portano il più delle volte solo ricchi profitti per pochi e lasciano le briciole agli alpigiani.
L’avevano ben compreso i padri del Club che, mostrando vedute lungimiranti, s’impegnarono su questa via con iniziative di riforestazione, costruendo i primi rifugi alpini, sistemando la rete dei sentieri, creando la figura della Guida alpina.  Per questo mi pare logico rivolgermi a voi affinché, non dimenticando la sua grande tradizione, il Club Alpino faccia sentire la sua voce conferendo ulteriore incisività alla nostra battaglia.
Da più parti si dice che il CAI ha troppe anime da mettere d’accordo, che è difficile che si esponga, che gli interessi in gioco sono troppi e troppo potenti. Io non ci voglio credere e penso che di fronte a situazioni di reale e grave emergenza ci sia sicuramente la forza e la volontà di propugnare con fermezza gli ideali entro i quali è nato ed è cresciuto il Club.

Sia io, sia i meglio preparati membri dello IAPS, siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e allego per questo anche il nostro documento ufficiale.
Sicuro di una vostra sollecita risposta pongo l’accento sull’urgenza di avere dal CAI una presa di posizione in quanto utilissima arma in più nella richiesta della moratoria. Infatti, dopo la recente audizione pubblica tenutasi a Sondrio, l’apposita Commissione Parlamentare interverrà presto presso il Governo per sollecitare tale intervento.
Sarebbe inoltre di enorme aiuto la possibilità di spiegare a tutti i soci la gravità e l’entità del problema mediante un articolo-inchiesta che si potrebbe concertare assieme, da pubblicarsi sulla Rivista Mensile.

In attesa di un riscontro vi porgo i migliori auguri di buon lavoro.