Motoslitte alla Sella di Pioda

Ultimo aggiornamento il: 10/05/2018 07:53:33


 Motoslitte alla Sella di Pioda

Giunge come un fulmine a ciel sereno la foto di un amico che dalle Alpi Orobie ha immortalato col teleobiettivo le evoluzioni di un gruppo di motoslitte che scorrazzavano su e giù dalla Sella di Pioda, sul ghiacciaio di Preda Rossa.
In qualità di Guide alpine e operatori turistici crediamo che adesso la misura sia colma e siamo stufi di sentirci presi in giro da chi, a prole invoca norme e regolamenti e in pratica lascia che siano completamente violati salvo poi accanirsi col primo poveretto che non paga un pedaggio. Certo, è facile sanzionare infrazioni a lato strada, più difficile è farsi carico della tutela del territorio dove si fa un po’ più fatica. Forse un po’ di fitness sarebbe consigliabile a tutti gli amministratori e tutori dell’ordine locale molti dei dimostrano di avere una scarsa se non nulla conoscenza dei luoghi alti.
Prendersela con le amministrazioni locali è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, ma è palese come dimostrino ancora una volta di non avere alcun controllo sul territorio. Per rimanere in loco si ricorda come l’estate scorsa quest’estate si “scopriva” una cava abusiva a due passi dalla strada della Valle di Sasso Bisolo. Prendersela con i proprietari delle motoslitte è inutile: sono persone culturalmente incapaci di comprendere certi argomenti. In considerazione della scarsa competenza che le autorità hanno sul territorio e poiché la cura e la valorizzazione di questa risorsa (leggi turismo) passano attraverso un processo culturale, in qualità di esperti e professionisti della montagna assistiamo da anni ad un enorme spreco di risorse. Ad esempio, con i 200 mila euro spesi dal BIM per un’insulsa campagna promozionale del NULLA si poteva pagare per anni un ciclo di conferenze/lezioni da tenersi con gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado spiegando loro, fra l’altro, che la montagna non è da consumare all’infinito e mai come ora va tenacemente preservata. Si poteva magari anche creare una sorta di riconoscimento economico a quelle Guide che, essendo fra i pochi elementi a conoscere bene le nostre montagne e a viverle quasi quotidianamente, segnalassero dissesti, violazioni e problematiche sui percorsi e quant’altro. Per quanto riguarda le motoslitte l’ora dei tentennamenti deve finire; anche loro ad esempio devono avere la targa. Basterebbe questo a far si che ci si pensi due volte prima di avventurarsi in zone proibite con tali mezzi che fra l’altro possono causare gravi incidenti provocando il distacco di slavine. E una volta individuati che li si multi come già si fa con gli sciatori indisciplinati sulle piste, magari, ove possibile, sequestrando immediatamente seduta stante il mezzo obbligandoli a tornarsene a piedi.