Molto prima dell'incidente sul Sentiero Roma

La facilità d'essere profeti

Ultimo aggiornamento il: 09/05/2018 17:06:58


Molto prima dell'incidente sul Sentiero Roma

Recentemente ho espresso alcuni pareri circa una possibile diversa gestione del servizio di elisoccorso provinciale ma, per ragioni di spazio, non ho potuto mettere il dito su un problema strettamente legato ad esso e giustamente rilevato anche dall’Assessore Crosio. Si tratta di una constatazione molto semplice, se vogliamo banale, eppure nonostante sia emersa più volte nessuno, pare, voglia comprenderne l’importanza che, fra l’altro, coinvolge anche l’immagine turistica che la nostra provincia dovrebbe avere.
Mi riferisco alla necessaria razionalizzazione della rete sentieristica mediante adeguate segnaletiche orizzontali e verticali nonché alla sua altrettanto fondamentale manutenzione periodica
Gli episodi riguardanti i molti turisti dispersi e soccorsi sulle nostre montagne la dicono lunga e in molti casi parte della responsabilità dei fatti è da attribuire proprio al cattivo stato in cui versano i percorsi. L’abbandono è spesso evidente e mentre ogni anno si annuncia pomposamente la realizzazione di nuovi sentieri dai nomi fascinosi ed importanti, quelli di cui si è data notizia l’anno prima sono già spesso dimenticati per assenza di adeguata manutenzione.
Come sempre o quasi, i nostri amministratori volano troppo in alto e si dimenticano che la prima cosa, la più importante è quella di offrire un territorio ben tenuto e fruibile dalle migliaia di turisti che ogni anno appaiono sempre più impreparati e sprovveduti.
Tenere puliti i sentieri, farne regolare manutenzione, apporre l’adeguata segnaletica orizzontale e verticale è forse un’opera poco visibile, quindi poco utile all’immagine, ma è quanto si deve fare. È inutile, anzi pericoloso, produrre guide turistiche ufficiali, cartine e filmati se poi, sul terreno, mancano i riferimenti e le certezze.
Percorrendo in lungo e in largo le nostre vallate gli esempi si sprecano, ma vale la pena di segnalarne uno su tutti, forse il più eclatante sia per l’importanza del percorso, sia per il numero di incidenti che ogni anno si verificano.
Sto parlando della celebre alta via del Sentiero Roma dove da decenni, anche grazie alla mediatica influenza del Trofeo Kima, si spendono migliaia di Euro per migliorie e messe in sicurezza, dimenticandosi però sistematicamente delle vie di fuga che percorrono alcune delle valli traversate in quota dal percorso. Il Sentiero Roma è una impegnativa escursione di più giorni che ha nell’attraversamento dell’alta Val Masino il suo tratto più suggestivo e difficile. Le tappe di trasferimento da rifugio a rifugio sono piuttosto lunghe e, in condizioni avverse possono essere molto impegnative aumentando la fatica cui sono sottoposti gli escursionisti. Inoltre, forse anche per una comunicazione poco chiara molti pensano che si tratti di una passeggiatina e vi si avventurano con leggerezza per trovarsi poi nei guai. Ripetutamente, vuoi a causa del maltempo, vuoi per sopraggiunti problemi ad un membro della comitiva, vuoi per mancanza di allenamento e sottovalutazione del percorso, molti escursionisti sono stati soccorsi. Colpisce in particolar modo che la stragrande maggioranza degli episodi si sia verificata a causa della pessima o inesistente segnaletica dei sentieri che, percorrendo le valli del Ferro, Qualido, Torrone e Cameraccio, consentirebbero di scendere a valle senza problemi. Per esempio, chi dovesse scendere, magari anche col maltempo o la nebbia, dalla Valle del Ferro si troverebbe in seria difficoltà e la possibilità di finire sopra i salti granitici che sbarrano la valle a metà non è cosa improbabile. È inutile sottolineare i potenziali pericoli cui andrebbe incontro. Lo stesso dicasi per Qualido e Torrone dove, chi già non ci sia stato, magari salendo dal basso, faticherebbe moltissimo a trovare il bandolo della matassa per portarsi in salvo nella sottostante Val di Mello.
Questa precaria situazione di sicurezza, richiama alla necessità di organizzare permanentemente un servizio di manutenzione dei sentieri che, a mio parere, dovrebbe far capo all’Amministrazione Provinciale. Quello che occorre è ben poca cosa: uniformità nella foggia dei cartelli, disposizione di una segnaletica orizzontale (vedi norme CAI) fatta da persone esperte ed attente alle esigenze dell’escursionista forestiero, messa in sicurezza di eventuali punti pericolosi.
Si tratta di un’operazione non difficile da quantificare e inseribile in un permanente sforzo per mettere il nostro territorio in condizione di essere fruito in sicurezza da tutti.