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TURISMO in VAL MASINO

Due anni dopo

Ultimo aggiornamento il: 09/05/2018 09:42:25


 TURISMO in VAL MASINO

Un anno fa, tornato in Val Masino dopo alcuni anni di latitanza, ero rimasto molto deluso e colpito dallo stato d'abbandono e d'incuria dei paesi e dei luoghi. Per questo avevo scritto un lungo articolo critico nei confronti delle amministrazioni locali che permettevano una tale incredibile e arretrata situazione in una delle località turistiche più promettenti e diverse delle Alpi. Me n'andai dalla valle delle mie giovanili avventure alpine con il proposito di non tornarvi mai più, almeno fin quando le cose non avessero mostrato segni di cambiamento.
Alcune settimane or sono, leggendo un comunicato pubblicato sui maggiori quotidiani nazionali sono venuto a sapere che finalmente qualcosa si stava muovendo nel senso auspicato. Il Comune aveva chiuso la strada della Val di Mello e quella dei Bagni mettendo dei servizi navetta per il trasporto dei turisti. E così mi sono detto: "Perché non andare a vedere che effetto fanno queste splendide località finalmente liberate dal traffico soffocante dei fine settimana e di ferragosto?".
Domenica 1 agosto, due settimane dopo il comunicato stampa, ero in valle. Ho diligentemente posteggiato l'auto presso S. Martino con un vago senso d'inquietudine; il comunicato annunciava che la navetta sarebbe partita dai parcheggi presso Cataeggio, ma laggiù nulla di nuovo e soprattutto niente navetta. Pensando ad una svista del giornale ho quindi proseguito per S. Martino, il vero centro turistico della valle. Potrete immaginare la mia sorpresa quando, chiedendo informazioni sugli orari della navetta, vengo a sapere che la strada è sempre rimasta aperta e che le navette esistevano solo nella fantasia di quelle persone (io direi somari) che avevano con tanta dabbenaggine rilasciato il comunicato. Ero deluso, ma del resto me lo ero meritato: com'era possibile dare ancora credito ad un'amministrazione tanto incapace? In ogni modo trovandomi in zona non ho potuto fare a meno di andare a verificare se dal tempo della mia lettera qualcosa fosse mutato. Come l'anno passato comincio dalla strada d'accesso che a quanto ha saputo è stata rappezzata all'ultimo momento dopo che per un mese buono, turisti e valligiani avevano dovuto mettere a dura prova sospensioni e carrozzerie dato che il breve tratto da Camel Trophy dell'anno passato era diventato un vero e proprio percorso per carri armati.
Più sopra permane l'incredibile discarica a lato strada che certo non fa "immagine" e che basterebbe magari recintare con una piantumazione. Qualche casa nuova o alberghetto nei pressi della piana del Sasso Remenno per il quale ho saputo che il progetto di riqualificazione avanzato dalla mia guida Enrico Fanchi è in dirittura d'arrivo. Speriamo bene. S. Martino non è cambiato, a parte l'aggiunta di qualche cassonetto la cui presenza mi è stata subito chiara allorché ho saputo che presto ci saranno nuove elezioni. In Val di Mello le cose invece stanno certamente peggio. Con sorpresa al posto del sentiero mi sono trovato un buon tratto di tratturo, il solito disordine, campeggio libero e sporcizia. A proposito dell'allargamento del sentiero mi sono bene informato leggendo tutto quanto è stato detto e scritto e prendendo anche spunto dall'analisi fatta da alcuni giovani studenti d'architettura che stanno preparando la tesi di laurea proprio sulla valle. Da quanto ho appreso ancora una volta emerge la completa latitanza delle amministrazioni che pare non si siano accorte che qualcuno, il Consorzio Val di Mello, stava allargando il sentiero. Le motivazioni addotte dai consorziati mi sono parse buone anche se, parliamoci chiaro, l'agricoltura qui non c'entra un fico secco e ne ho avuto conferma dagli studi in corso da parte dei citati studenti. Meno buona la scelta da loro fatta di imprendere l'opera senza alcun permesso; grave l'assenza del Comune e della C. M. di Morbegno, che avrebbe potuto studiare un percorso adatto per un tratturo di servizio. Ancor più grossolane mi sono parse certe prese di posizione di sapore cartesiano, cui sembra sfuggire il valore oggettivo della valle. Esiste una gran differenza fra la pur esecrabile cementificazione attuata in luoghi di scarsissimo valore paesaggistico e ambientale e la stradina in Val di Mello. Staremo a vedere cosa emergerà dagli studi che si faranno, sempre che qualcuno abbia poi la bontà di tenerne conto o che non sia troppo tardi.
Ai Bagni Masino proseguono i lavori di sistemazione delle vecchie terme. Anche in questo caso, l'iniziativa che tanto mi aveva favorevolmente impressionato, mi ha lasciato un po' deluso. Alcune piante secolari presso la fonte sono state tagliate e i nuovi edifici aggiunti sono architettonicamente quanto di peggio si potesse fare. Da qualche parte ha sentito pure mormorare che si tenterebbe di fare un tracciato che seguendo la vecchia strada d'accesso nel suo tratto finale consenta di smistare il traffico: la nuova strada per la salita, il nuovo tragitto per la discesa. Se così fosse saremmo di fronte ad un'altra inutile opera visto che il tanto sospirato servizio navetta, ben fatto e quindi con diversi pulmini, potrebbe facilmente evitare quest'altro scempio.
Al termine di questa mia triste gita sono uscito dalla valle con gli stessi propositi dell'anno scorso e con in mente quanto scritto da Francesco Alberoni in un suo articolo comparso sul Corriere della Sera. In poche parole il pensiero del sociologo è così riassumibile: la cura del territorio e degli abitati sono lo specchio delle capacità di chi li amministra.

Rispettosamente

Cav. Vittorio Ronchetti