Convegno sul turismo in Val Masino 28/07/2007

Ultimo aggiornamento il: 09/05/2018 08:32:18


Convegno sul turismo in Val Masino 28/07/2007

Nel 1954 con straordinaria lungimiranza Enzo Gibelli, in un articolo comparso sul Bollettino del CAI Milano, proponeva che la Val Masino diventasse un parco per l’alpinismo.
A 53 anni di distanza forse i tempi sono maturi.
Risparmiata dalla devastazione degli impianti di sci e dalla collegata cultura, grazie alla sua orografia “impossibile” ed unica la Val Masino ha avuto per decenni una economia prevalentemente legata all’attività estrattiva (granito ghiandone e serizzo). Molti enormi monoliti sono stati tagliati e molte cave sono state aperte qua e là mentre la Val di Mello è stata risparmiata inizialmente dalla forte presenza della cultura agro-pastorale degli abitanti di Mello che qui hanno baite e possedimenti e poi anche da un decreto del presidente della repubblica che ne vincolava le bellezze.
A partire dalla fine del decennio 1960, il boom dell’alpinismo, dell’escursionismo e della arrampicata ha visto aumentare in modo esponenziale l’afflusso turistico anche se poco o nulla si faceva per consolidarne la presenza. Tuttavia, anche senza alcun progetto pensato, e grazie all’impossibilità di fare altro, la valle ha visto pian piano accrescere il numero delle attività locali legate al turismo. Merito anche dei numerosi articoli e filmati comparsi su riviste e circuiti mediatici di tutto il mondo l’idea che si potesse dignitosamente campare di turismo si è fatta strada anche fra i granitici abitanti locali.
Sebbene ancora presente, l’attività di cava è andata via via diminuendo mentre sono aumentati gli esercizi commerciali legati all’accoglienza degli ospiti ed ai servizi correlati.
Nonostante la quasi totale assenza di una pianificazione abbiamo comunque assistito ad un crescendo di iniziative promozionali, anche estemporanee che solo negli ultimi anni hanno trovato maggiore concretezza in manifestazioni periodiche come il Trofeo Kima e il “bouldering contest” del Melloblocco che richiama ogni anno migliaia di appassionati dell’arrampicata sui massi.
Pur permanendo una quasi totale separazione di vedute e di interessi far i vari operatori locali, il turismo in valle è continuato a crescere e, a partire dal decennio 1990, anche grazie ad alcuni importanti interventi della Comunità Montana di Morbegno l’offerta ricettiva si è arricchita con la costruzione della pur sovradimensionato Centro Polifunzionale della montagna di Filorera (magistralmente gestito da Iris Gherbesi) e di un nuovo Campeggio. Le due opere, distribuite fra Cataeggio e San Martino hanno forse inconsapevolmente creato una sorta di ponte fra le tre comunità vallive rinsaldandone i rapporti e dissipando un po’ delle vecchie diffidenze.
Ma per quanto ormai ben attrezzata sul piano delle strutture, la valle mancava e manca tutt’oggi di una preparazione del territorio in modo che sia reso atto ad essere fruito dal turista, sia egli pescatore, esteta del paesaggio, amante del riposo, salutista, escursionista, ghiacciatore o alpinista estremo. In questa direzione sta puntando il progetto in corso di realizzazione dal Comune di Val Masino con ERSAF nel quadro di un finanziamento Interreg IIIA che ha per partner la vicina Val Bregaglia.
Recentemente la presenza di notevoli risorse idriche ha scatenato gli appetiti speculatori di alcune aziende legate al business dello sfruttamento dei piccoli salti mediante centraline e fra l’altro è stato presentato un pazzesco progetto di captazione di tutte le acque dei torrenti di Val di Mello.
La questione è ancora aperta ma è chiaro che se passasse questa linea di interventi i turismo locale subirebbe un colpo mortale.
Oggi stiamo assistendo al crescere di una coscienza comune sul valore del turismo in valle e anche dove vi sono delle resistenze, queste sembrano più di facciata che altro ne è una prova il fatto che gli abitanti della Val di Mello (dove per due anni si è svolto il Melloblocco) dopo aver tentato di boicottare l’attività del bouldering spargendo grasso (fortunatamente animale) sui massi (azione di ripicca per certe norme edilizie fatte rispettare dalla nuova giunta comunale), quest’anno si sono lamentati col Comune perché la manifestazione si è tenuta al Sasso Remenno.
Contemporaneamente numerosi interventi di riqualificazione e valorizzazione ambientale portati avanti dall’ERSAF hanno dato nuovo lustro alla valle e alle sue bellezze, Sempre ERSAF sta pensando alla creazione di una Riserva della Val di Mello che la proteggerebbe una volta per tutte.
I tempi sembrano dunque maturi per una riflessione ponderata e lungimirante su un possibile futuro per la Val Masino, basato su una gestione sostenibile ed eco compatibile del territorio, che sia condiviso e condivisibile dalle varie parti in causa, albergatori, ristoratori, Consorzio di miglioramento fondiario della Val di Mello, agricoltori e pastori, cavatori, guide, rifugisti etc.