VAL MASINO VALANGA SUL RIFUGIO IN COSTRUZIONE

Alp n°4 1985 pag. 107

Ultimo aggiornamento il: 09/05/2018 08:29:39


VAL MASINO VALANGA SUL RIFUGIO IN COSTRUZIONE

Neanche a farlo apposta in quell'anno moriva Giulio Fiorelli, mio suocero, lasciando in qualche modo vacante la gestione del rifugio Gianetti. Gli squali erano in agguato. Il mio scritto venne malignamente interpretato e poiché Giulio era morto, pensarono bene di far pesare sulla sua famiglia quanto io avevo scritto. Più o meno velatamente fecero intravedere la possibilità che fosse tolta al figlio Giacomo e alla moglie Lina la gestione del rifugio Gianetti. Improvvisamente su "Lo Scarpone" apparvero lettere di protesta sulla nuova gestione del rifugio, con l'istituzionale compiacimento della Signora Mariola Masciadri. Roberto Osio, presidente dell'Accademico mi diede dell'incompetente. Insomma ci fu un..... certo accanimento.

Poco tempo dopo, a rifugio ultimato una prima valanga sollevò il tetto, ma l'evento fu sottaciuto. Infine, nell'inverno del 2000/2001 una slavina distrusse il rifugio dando ragione alle mie perplessità.

Restai tuttavia ancora più perplesso nello scoprire che la struttura fu restaurata e ripristinata nello stesso posto.


Una slavina ha travolto e distrutto il piccolo cantiere del costruendo rifugio Aldo Bonacossa, che avrebbe dovuto sostituire la vecchia Capanna F. Allievi in Val di Zocca.
Assieme alla baracca degli operai è stata rovinata tutta la soletta del pavimento ed è quindi prevedibile che i lavori incontreranno un notevole ritardo. La posizione del nuovo rifugio appare comunque troppo esposta alle slavine e ai loro spostamenti d'aria se si pensa che anche l'Allievi seppure protetta a monte da un piccolo gradone, ogni tanto risente della caduta delle masse nevose. Messo com'è il Bonacossa potrebbe resistere anche molti anni ma non c'è dubbio che alla prima annata di innevamento eccezionale i danni che subirebbe sarebbero assai gravi. Senza voler assolutamente polemizzare con gli organi competenti ci si chiede se con tutti quei soldi spesi e preventivati non sarebbe stato meglio risistemare, ampliandolo il vecchio rifugio e rimettere in sesto i due bivacchi, Molteni-Valsecchi e Manzi che si trovano lungo il Sentiero Roma e che sono praticamente inutilizzabili.