Itinerari nelle Alpi Giulie slovene

Ultimo aggiornamento il: 09/05/2018 08:11:08


Itinerari nelle Alpi Giulie slovene

1) Anello del Prsivec

Lo si può considerare come uno degli itinerari di "accesso" al mondo delle Giulie orientali. Si tratta di una bellissima gita ad anello fra boschi e pascoli al margine meridionale del massiccio del Triglav. Passando per l'idilliaco alpeggio di Planina pri Jezeru dove sorge un piccolo rifugio il sentiero raggiunge la vetta dalla quale si può ammirare uno stupendo panorama sul sottostante lago di Bohinj. Il precorso può essere compiuto in senso antiorario come proposto oppure in senso inverso. Altri due sentieri paralleli fra loro tagliano l'anello: uno passa per l'alpe Planina Vodicni vrh, l'altro si tiene poco sotto e a nord della cima del Prsivec.

Dislivello: 670 m Tempo di salita: 3 ore; 4.30/5 ore per l'intero anello. Difficoltà E.

Da Bohinj-Stara Fuzina si segue la strada che si addentra in direzione nord lungo la sponda destra idrografica della valle della Mostnica. Dopo un primo tratto si imbocca una deviazione sulla sinistra che sale alla Planina Blato (Alpe del Fango) percorrendo il vallone di Suha. Giunti nella parte alta del vallone si prende quindi la deviazione a destra per la Planinski Dom na Vogarju. La strada non raggiunge la località ma passa poco sopra di essa; qui, in un parcheggio presso un curvone, conviene lasciare l' auto. Percorrendo a ritroso la strada per un centinaio di metri si giunge alla diramazione del sentiero che verso sinistra entra nel bosco e con un lungo mezza costa porta in leggera salita alla Koca na Planini pi Jezeru 1450 m. Il percorso è assai ameno e aggira tutto il versante settentrionale del Vodicni vrh 1617 m, raggiungendo dopo un' ora il rifugio che sorge presso un alpeggio e un bellissimo laghetto. Da qui si prende un sentiero che risale una valletta verso ovest per sbucare presso le baite di Visevnik 1695 m. Una deviazione ben segnalata porta ad imboccare infine il bel tracciato che verso sud sale uscendo dal bosco e raggiunge la vetta del Prsivec 1761 m da cui si può ammirare un panorama eccezionale. Dalla cima si scende quindi verso est lungo una traccia che dapprima incerta, poi più marcata che percorre il ciglio dei dirupi affacciati sul lago di Bohinj. Raggiunto il termine della strada carrozzabile e per essa si torna all'auto.

2) Slemenova Spica 1911 m

Breve ma estremamente suggestivo percorso che porta ad affacciarsi su uno degli angoli meno noti di questi monti, al cospetto delle immani muraglie calcaree del Travnik e della Site sulle cui pareti si svolgono alcune delle vie più difficili e impressionanti di tutte le Alpi Giulie e delle Alpi intere. Bellissima la vista sulla sottostante ed amena valle di Planica dove sorge la Planinski Dom Tamar punto di partenza per queste ascensioni e per la  parete nord dello Jalovec che con la sua forma armoniosa e slanciata domina la testata della valle verso sud-ovest.

Dislivello: 300 m Tempo di salita: 1.30 ore Difficoltà: E

Dal Passo Vrsic 1600 m c. ci si abbassa un poco verso nord lungo la strada asfaltata ignorando un primo sentiero che sale verso sinistra. Seguendo le indicazioni per il Passo Vratica, si imbocca il sentiero successivo che taglia verso nord in leggera salita e poco dopo si congiunge al tracciato che da destra proviene dalla Erjvceva Koca e dalla strada che sale al passo da Kranjska Gora. Il tacciato piega ora in diagonale verso nord-ovest e ben segnalato raggiunge il valico a 1807 m ove verso sinistra si stacca il sentiero per la vetta della Mojstrovka 2366 m. Da qui si continua con un lungo mezza costa verso ovest seguendo il sentiero che taglia i pendii settentrionali ai piedi dell' imponente parete della Mojstrovka. Con suggestivo percorso sull'orlo delle pareti alla testata della magnifica valle di Mala Pisnica si raggiunge la sella di Slatnica 1815 m affacciata sulla valle di Planica. Il panorama si fa sempre più spazioso e imponente mentre il percorso volge a nord-ovest e per traccia raggiunge il pascolo dello Sleme (il culmine) e la sommità del dosso. Magnifica la vista sui monti circostanti, sullo Jalovec e le pareti di Planica, ma anche verso est verso lo Spik e la possente Skrlatica.

3) La valle dei sette laghi

E' uno degli itinerari escursionistici più noti e celebrati del versante meridionale del massiccio del Triglav. Si tratta di una gita abbastanza lunga che può però essere condotta anche in due giorni prendendosela comoda per gustare appieno la bellezza e le atmosfere di questi luoghi. Il percorso è tra i più vari e suggestivi svolgendosi dapprima  lungo un' impressionante parete apparentemente invalicabile e poi, una volta sul suo ciglio superiore, lungo la splendida valle dapprima attraverso fitti boschi fra i quali sono annidati i primi dei sette laghi. Siamo in uno degli angoli più amati da Julius Kugy che nelle sue descrizioni di questi monti non perde occasione di sottolinearne le bellezze paesaggistiche, ma anche le atmosfere spirituali e quasi magiche.

Dislivello: 1000 m fino al rifugio Sedmerih Triglavskih Jezerih; altri 450 fino al rifugio Zasavska Koca na Prehodavcih. Tempo di salita: 4 ore fino al Sedmerih Triglavskih Jezerih; altre 2 ore fino a Zasavska Koca. Difficoltà E

Da Bohinj percorrere la carrozzabile che raggiunge i rifugi della Savica ai piedi della cascata omonima che alimenta il lago di Bohinj. Traversata la Savica su un ponte si attacca subito il ripido sentiero che con un' infinita serie di tornanti si inerpica sull'impressionante muraglia rocciosa della Komarca. Raggiunto il sommo della Komarca 1340 m per un magnifico sentiero immerso nel fitto bosco si giunge presso il Crno Jezero. Il sentiero procede poi verso NW (a destra deviazione per  il rifugio Planinski Dom na Vogarju) e sempre nel bosco, con comoda salita si raggiunge il piede della calcarea parete di Bela Skala (roccia bianca) che si risale con diversi tornanti. La pendenza diminuisce nuovamente mentre il bosco diviene meno fitto; il tracciato passa accanto al dosso panoramico del Rusky Grob (tomba russa) e poco dopo giunge presso le sponde del Dvojno Jezero nelle cui vicinanze in posizione veramente idilliaca  ai margini del bosco e dominato a est dalla parete della Ticarica sorge il grande rifugio Sedmerih Tariglavskih Jezerih. Dal rifugio il cammino prosegue sempre lungo il fondovalle passando presso il bacino artificiale della sorgente Mocivec e al cospetto delle pareti della Ticarica e della Kopica. Il paesaggio muta completamente, il verde dei boschi è sostituito dal bianco dell' ambiente carsico ove, rocce lavorate, campi carreggiati e placche compatte sono punteggiate da piccole aiuole naturali che ospitano meravigliosi fiori. In questo suggestivo mondo di pietra ecco la splendida gemma  del Veliko Jezero, forse il più bello di tutti. Più oltre la valle diventa più stretta e incassata mentre piega leggermente verso NE fra le alte pareti della Zelnarica a destra e degli Spicje a sinistra. Il piccolo Zeleno Jezero si trova a 1998 m, più oltre il precorso si svolge in ambiente se possibile ancor più desolato per concludersi al rifugio è già ben visibile, ma prima di giungere ecco la sorpresa del piccolo specchio d'acqua del Jezeru v Podstenju (lago n° 0 o Lago sotto le pareti).

4) Triglavski Dom Kredarica 2515 m per la via attrezzata del Prage salita al Triglav 2863 m

La gita si svolge sul versante settentrionale del Triglav, in Val Vrata e ha come punto di partenza il grande rifugio Aljazev Dom, al termine della carrozzabile che percorre la valle. La prima parte del percorso, fino al Triglavski Dom, assai faticosa e richiede buon allenamento e attenzione. Si deve infatti salire per quasi 1000 metri di dislivello lungo il margine orientale dell'impressionante muraglia nord del Triglav. Il sentiero ben tracciato e sfrutta con sapienza i sistemi di cenge della parete; i passi più impegnativi sono attrezzati con pioli in ferro e corrimano metallici. E' un percorso veramente grandioso che permette di avvicinarsi al mondo verticale e oscuro di questa immensa muraglia, una delle più alte delle Alpi. Il sentiero un vecchio percorso di cacciatori successivamente attrezzato.

Dislivello: 1500 m fino al rifugio; 350 dal rifugio alla cima Tempo di salita: 5 ore fino al rifugio; 2 ore dal rifugio alla vetta. Difficoltà: EE

Dall'Aljazev Dom 1015 m si prende un sentiero pianeggiante che procede verso Sud sul fondovalle avvicinandosi al torrente. Poco dopo si passa presso il grande e suggestivo monumento ai caduti alpinisti partigiani costituito da un gigantesco chiodo con moschettone. Passati accanto ad un' altra lapide si prosegue ancora brevemente per poi tagliare a sinistra ( a destra prosegue il sentiero per la forcella Luknja) e traversare il torrente. Siamo ora alla base della parete; si supera un risalto (qualche piolo in ferro) e si raggiunge quindi la lunga cengia verdeggiante che taglia verso sinistra e che si segue interamente. Al termine della cengia si sale ripidamente superando roccette e tratti detritici per giungere alla parete compatta del Prag che si supera grazie ai pioli e alle assicurazioni in sito. Più oltre si prosegue con implacabile salita fino allo sbocco di un vallone (spesso con neve) che si traversa e risale sulla sua sponda destra. Oltre un ultimo risalto roccioso si torna a sinistra giungendo ad un cartello sotto una parete calcarea: siamo al margine dei grandi altopiani detritici della Kredarica i cui avvallamenti restano innevati per buona parte della stagione estiva. Lasciate a sinistra le indicazioni per lo Stanicev Dom 2332 m, si percorrono queste lande desolate verso Sud e con lunga e lenta salita ci si avvicina al Triglav già ben visibile; lambendo il ghiacciaietto perenne della parete nord detto Zeleni sneg (Nevaio verde) e aggirato un ultimo costone roccioso ecco comparire infine il rifugio che in breve si raggiunge. Dal rifugio in pochi minuti si scende verso sud alla sottostante sella ai piedi del Mali Triglav. Si risale ora un ripido pendio detritico (neve) fino alle prime rocce e poi si segue il percorso attrezzato con molti pioli metallici e qualche fune d' acciaio fino alla cima del Mali Triglav 2725 m. Si prosegue lungo la panoramica cresta che quasi pianeggiante si porta sotto la vetta; il cammino è abbastanza agevole, ma occorre prestare sempre la massima attenzione specie se con residui di neve o roccia bagnata. Passata la lapide dedicata al pittore Marko Pernhart, un ultimo ripido tratto conduce in vetta dove sorge la caratteristica torretta metallica  rossa e bianca dell'Aljazev stolp (Torre Aljaz) costruita nel 1895 e dedicata al parroco alpinista Jakob Aljaz.

5) Vodnikov Dom 1817 m e Triglavski Dom Kredarica 2515 m

E' l'itinerario classico per l'accesso al Triglav da sud: il raggiungimento del Triglavski Dom richiede parecchie ore di marcia. Ci si può però accontentare anche solo di arrivare al Vodnikov Dom e ritornare a Rdno Polje compiendo un bell'anello di lunga lena che lambisce le grandi praterie dell'Alpe di Uskovnika. Sotto il Vodnikov Dom si stende la verdeggiante e grande conca carsica del Velo Polje, un luogo idilliaco che merita una visita. Traversando il Velo Polje verso est e percorrendo il vallone della Velska Dolina è possibile raggiungere  la Trzasca Koca 2151 m  da dove verso sud-est un sentiero si collega alla Valle dei 7 laghi.

Dislivello: 470 m al Vodnikov Dom; altri 700 da qui al Triglavski Dom Kredarica Tempo di salita: 2.30 ore al Vodnikov Dom; altre 2 da qui al Triglavski Dom Kredarica Difficoltà: E.

Punto di partenza è Rdno Polje 1345 m, piccolo nucleo di baite sugli altopiani boscosi della Pokljuka, antica sede di una miniera di Limonite. Vi si giunge per strada carrozzabile asfaltata di circa 20 km partendo da Bled e prendendo per Krnica. Da Rdno Polje si prende il bel sentiero segnalato che sale dapprima ripido nel magnifico bosco poi taglia verso nord-ovest passando a monte dell' alpeggio di Planina Konjscica 1438 m. Una nuova salita porta nella conca di Jezerce da dove volgendo verso sud-ovest si sale alla sella Studorski Preval 1892 m aperta fra il Visevnik 2050 a sinistra e i Draski Vrh a destra. Inizia ora un lungo mezza costa verso sud-ovest che porta a doppiare il costone meridionale del Tosc 2275 m e volgendo a nord sempre più o meno pianeggiante arriva al Vodnikov Dom. Da qui si prosegue tagliando in piano i ghiaioni del versante ovest del Venar 2225 m per raggiungere la vasta e complessa insellatura del Konjski Preval 2020 m. Lasciando a sinistra la deviazione per il rifugio Dom Planika si prosegue verso nord-ovest tagliando ripidi ghiaioni e poi con numerose svolte si risalgono imponenti pendii detritici (neve) fino al rifugio.

a) Dal Vodnikov Dom è possibile rientrare a Rdno Polje con una variante. Ripercorso il sentiero di accesso fino ad oltrepassare il grande costone del Tosc si prende poco dopo una vaga traccia che scende a destra e raggiunge in breve i ruderi dell'alpeggio di Tosc Planina. Facendo attenzione a non perdere la traccia in questo tratto erboso, si prosegue oltre, iniziando un lungo mezza costa in leggera discesa fra mughi, magri prati e pietraie (interessanti esemplari di flora) portandosi nel vallone detritico che scende sul versante sud della Studorski Preval. Un tratto piuttosto precario su ripidi detriti porta fuori dal vallone e per sentiero ben marcato in una magnifica ma interminabile foresta si giunge infine al limite delle praterie di Uskovnika 1154. Una volta giunti alla prima strada sterrata si deve volgere a sinistra (nord) e prendere la carrozzabile sterrata che traversato il torrente Ribnica sale verso nord-est e poi nord e in circa 3 km raggiunge Rdno Polje (attenzione, poco dopo il torrente c'è un quadrivio trascurare le due possibilità a destra e quella più ripida e stretta a sinistra).  Difficoltà: EE. Tempo di percorrenza: 4 ore.

6) Zavetisce pod Spickom e salita allo Jalovec 2643 m

Il piccolo rifugio Zavetisce sorge a 2050 m sul versante occidentale della Val Trenta annidato su un dosso dominato da un pinnacolo roccioso. Può essere raggiunto si da Val Trenta che dal Passo Vrsic. La salita allo Jalovec è per certi versi simile a quella del Triglav, ma senza dubbio meno affollata.

Dislivello: dal Passo Vrsic al rifugio 100 m in discesa e 500 min salita. Da Val Trenta 1100 m.  Dal rifugio alla vetta 640 m. Tempo di salita: 4 ore per entrambe le soluzioni. Ore 2.30 dal rifugio alla vetta. Difficoltà: EE

a) Dal Passo Vrsic 1611 m si prende il sentiero segnalato che scende verso SW e poi S tenendo la destra idrografica della valle. Ci si abbassa per un centinaio di metri di dislivello aggirando in basso delle placche e poi scavalcando un costone propaggine della cresta SE della Mojstrovka. La discesa prosegue ancora assai lieve a mezza costa e oltre un rado bosco di abeti si giunge su un dosso. Aggirato anche il piede della cresta SE della Velika Dnina il tracciato prosegue panoramico mantenendosi sui 1500 m di quota ed entra in un bosco di abeti e faggi raggiungendo una capanna di caccia ove giunge da sinistra il sentiero da Val Trenti. Seguendo le indicazioni e trascurando un' altra deviazione che sale a destra si prosegue sul bel tracciato che uscito dal bosco sale a lambire una fonte. Con lungo percorso diagonale fra rada vegetazione e rocce calcaree la salita percorre la Rutarska Trenta avvicinandosi alle pareti che la delimitano in alto e raggiungendo infine il minuscolo rifugio.

b) Dalle Sorgenti dell'Isonzo si segue la strada di fondovalle

della Val Trenta superando la Koca pri Jzviru soce finché un cartello vieta la prosecuzione. Lasciata l'auto si percorre la strada ancora per un breve tratto per poi abbandonarla nei pressi di alcune case rurali ed imboccare a destra un sentiero (Cartello indicatore) che subito si innalza in una faggeta. Con numerosi tornanti e sempre  abbastanza ben ombreggiato dal bosco il sentiero supera il primo salto boscoso, lasciata a sinistra una deviazione (che comunque sale anch'essa al rifugio) si procede più dolcemente verso destra fino alla casa di caccia dove ci si congiunge con l'it. a.
Dal rifugio si scende brevemente verso nord in una conca detritica, la si traversa e si sale su buona traccia guadagnando un' evidente sella intagliata nella cresta sud-est del Veliki Ozebnik.
Si prosegue sul versante opposto salendo rocce gradonate e sfruttando comode cenge attrezzate traversando in diagonale ascendente il versante orientale dell' Ozebnik. Facendo attenzione ai bolli di vernice e alle tracce ci si abbassa verso un ripiano di detriti e rocce occupato in parte da un nevaio perenne. Senza raggiungerne la sponda opposta (nord) si risale (sinistra) il nevaio verso il centro della parete sovrastante che si scala con facile e divertente arrampicata resa agevole dalle attrezzature in sito. Si raggiunge così la spalla della cresta sud dello Jalovec e per il successivo crinale affilato e pianeggiante si raggiunge il corpo sommitale. Una breve zig zag a volte esposto vertiginosamente porta infine sulla vetta.