Il versante Engadinese del Bernina

Alla scoperta del "re nascosto".

Ultimo aggiornamento il: 08/05/2018 21:18:43


Il versante Engadinese del Bernina

Quasi sospesa fra le montagne che la circondano, l'Alta Engadina sembra un'isola felice e serena in cui uomini e natura hanno trovato l'equilibrio da tanti vagheggiato: pochi sono gli elementi del paesaggio che possono suggerire alla mente scene di grande alpinismo. Il paesaggio è sereno e idilliaco, dal fondovalle non si percepisce la vicinanza di vette altissime, di ghiacciai potenti e di creste himalayane. Spingendo lo sguardo in fondo alla Val Fex e alla Val Fedoz appaiono alcune cime, ma abbastanza insignificanti; eppure il "4000" più orientale delle Alpi è lì vicino. Per vederlo bisogna entrare nella Val Bernina e superare Pontresina, salendo verso il Passo del Bernina. In corrispondenza della salita sovrastante la stazione ferroviaria di Morteratsch, il "re" appare in tutto il suo splendore, mostrando l'alta parete Nord-est, coronata dal bianco nastro lucente della Crest'Alva o Biancograt.

Fino alla metà dell'800 questi ghiacciai e le vette maggiori erano territorio sconosciuto agli stessi abitanti locali che, al più, si erano spinti sulle sommità e sui colli minori. Come ovunque nelle Alpi, le primissime esplorazioni furono legate agli spostamenti locali e ad un'economia basata sulla pastorizia e sulla caccia. Cacciatori e pastori si spinsero sicuramente sulle vette più abbordabili, compiendo a loro insaputa delle prime ascensioni che altri, più tardi, si sarebbero attribuite, magri anche dopo aver trovato in cima un ometto di pietra.

Le prime imprese alpinistiche nel massiccio del Bernina sono legate alla figura di Gian Marchet Colani, abile cacciatore e affascinante personaggio di Pontresina, che per le sue avventure sui monti locali, si guadagnò il titolo di "re del Bernina".

Fabbricante di scatole, albergatore, agronomo e, soprattutto, cacciatore, Colani vantava l'abbattimento di diversi orsi e di 2700 camosci. Ma a noi interessano più le sue imprese alpinistiche, frutto anche dell'esperienza che si era fatta durante le campagne di caccia all'inseguimento di una preda sempre più rara e diffidente. Il 12 agosto 1835, una folta comitiva di intrepidi guidata dal cacciatore, raggiungeva l'alta sella della Fuorcla Pers-Palù per poi spingersi, pare, sulla vetta orientale del Piz Palù. Nel 1846, il "re del Bernina" accompagnò ancora alcuni topografi su altre cime, raggiungendo il Munt Pers ed il Sassalmason. Siamo ancora ai primordi dell'alpinismo e queste imprese, ancora parzialmente improvvisate, erano destinate a lasciare ben presto spazio all'esplorazione ragionata del massiccio. Nel frattempo l'Engadina, grazie all'allargamento delle vie di accesso e più tardi alla realizzazione della ferrovia, si avviava a diventare meta turistica di mezza Europa.

L'inizio dell'avventura Alpinismo sul Bernina coincide proprio con la scalata della vetta principale del massiccio, compiuta dal topografo Johann Coaz e dai suoi aiutanti e Guide, Lorenz e Jon Ragut Tscharner. Da alcuni anni Coaz stava lavorando alla stesura delle carte topografiche relative alla regione di Davos e dell'Engadina. Il 1850 fu dedicato al Bernina e, al termine di un'intensa campagna di rilevamenti, sul finire della stagione estiva, il topografo, stimolato anche dal desiderio che fosse un grigionese a conquistare quell'alta vetta, diede il via all'impresa. La comitiva partì dall'odierna stazioncina ferroviaria di Bernina Suot per entrare nel bacino di Morteratsch dal suo versante destro orografico. Non impiegarono molto a metter piede sul ghiacciaio che a quel tempo occupava tutta la valle.  Percorsero lungamente la coltre ghiacciata finché, ai piedi della parete Nord-est del Bernina si trovarono di fronte la grandiosa seraccata del Labyrinth. Trovando la via nel dedalo di crepacci e seracchi, Coaz e compagni raggiunsero un tranquillo ripiano al di sopra di esso. A questo punto deviarono verso Ovest raggiungendo il piede della rocciosa cresta Est. La salita lungo questo crinale si rivelò piuttosto complessa e laboriosa. Tuttavia alle sei di sera, dopo un'avventura fra sottili creste passate a cavalcioni, insidiosi passaggi su roccia e trepidanti attimi d'incertezza, la comitiva era in vetta. 2162 metri di dislivello coperti in un sol giorno e per buona parte su terreno sconosciuto li speravano dal fondovalle. La discesa non fu meno epica poiché bisognava affrettarsi dato l'arrivo delle tenebre. Tutto si concluse felicemente dopo venti ore di sforzo ininterrotto.

Intanto, la solida tradizione turistica che si andava affermando e i resoconti scritti dei primi visitatori, portarono in Engadina una moltitudine di appassionati alpinisti, desiderosi di conoscere questa "nuova" area inesplorata. Nacquero così le prime Guide professionali la cui bravura crebbe in pochissimi anni stimolata anche da clienti sempre più esigenti. Capostipiti di questa prima generazione di Guide furono Peter Jenny e Alexander Flury che il 31 agosto 1863, con F. T. Bircham raggiunsero l'Anticima Nord-ovest del Piz Roseg. Alle due guide spetta anche la prima ascensione documentata del Pizzo orientale di Palù.

Vinto il Bernina, il Piz Palù ed il Piz Roseg restavano le mete più ambite ancora da raggiungere: i tempi erano ormai maturi. La prima salita al Roseg fu portata a termine il 28 luglio 1865, da A. W. Moore e H. Walther con Jacob Anderegg mentre l'anno successivo fu la volta del Pizzo Centrale di Palù, scalato da Peter Jenny con K.E. Digby e un portatore. Nell'estate 1866, il Bernina veniva raggiunto per una nuova via, lungo la Spalla e la cresta Sud dalla cordata S F. F. Tuckett e F. A. Y. Brown con Christian Almer e F. Andermatten che poneva così i presupposti per un accesso dal versante italiano allora praticamente ignoto.

La seconda metà del 1870 rappresenta un periodo cruciale nella storia alpinistica del massiccio. Da qualche anno si stavano interessando a queste cime alpinisti importanti come Emil Burckardt, Henry Cordier e sopra tutti il berlinese Paul Güssfeldt.

La superba linea della cresta Nord del Pizzo Bianco, la Biancograt, ed il difficile collegamento fra questo ed il Bernina, furono brillantemente risolti nell'estate 1876 da Cordier e Thomas Middlemore con le guide J. Juan e Kaspar Maurer. Quell'estate, gli stessi salirono un'altra splendida e difficile cresta: la Nord-ovest del Pizzo Roseg.

Il Piz Scerscen, chiuso fra Bernina e Roseg, isolato e selvaggio, appariva invece scostante e difficile da ogni lato lo si osservasse. A Sud presentava una muraglia rocciosa di quasi 700 metri, a Nord una parete glaciale bordata da seracchi. La soluzione di questo importante problema, fu trovata da Güssfeldt e dalle sue Guide, Hans Grass e Christian Capat il 13 settembre 1877. Forse, come pensava Klucker, non era la più sicura, ma la via del "Naso di ghiaccio" era diretta e molto estetica, tanto che ancor oggi è una delle grandi classiche del bacino di Tschierva.

Sul finire dell'800 tutte le vette principali del massiccio erano ormai state raggiunte, ma restavano moltissime ascensioni, specie su terreno misto, che attendevano i primi salitori. Ghiaccio e misto sono elementi che, pur nella grande difficoltà, consentono a chi sia veramente esperto di potersi esprimere anche con pochi mezzi a disposizione. Questo terreno, abbondantissimo nel Bernina, divenne il regno di una nuova generazione di Guide, i cui maggiori esponenti furono Hans e Christian Grass, Christian Zippert, Christian Klucker e di Martin Schocher. Dotati di una tempra a tutta prova, non disgiunta da una notevole dose di audacia e intraprendenza, questi uomini si cimentarono con successo su tutte le più difficili pareti del massiccio, tracciando vie che ancor oggi sono capolavori di logica, e semplicità. Quasi tutte le grandi ascensioni del massiccio risalgono a questo "aureo" periodo.

A Klucker abbiamo dedicato un apposito approfondimento, ma non possiamo dimenticare che le ascensioni compiute assieme a Normann-Neruda nella memorabile campagna alpinistica del 1890, restano dei capisaldi fondamentali per la stessa storia dell'alpinismo: 16 giugno, parete Nord-est del Pizzo Roseg; 9 luglio, parete Nord-ovest del Monte Scerscen; 18 luglio, parete Nord-est del Bernina. Forse meno ricercato, ma sicuramente di pari valore, fu l'alpinismo di Martin Schocher; anzi, per certi versi, le sue vie appaiono tecnicamente ancor più difficili. Il 1° settembre 1887, Schocher, Johann Grass e Christian Zippert con il Signor Hans Bumiller riescono nella prima ascensione allo sperone centrale della parete Nord dei Pizzi di Palù: un'impresa per quel tempo veramente impressionante. L'incertezza per l'esito della salita era tale che le Guide obbligarono il Bumiller a stendere una sorta di polizza assicurativa, in cui s'impegnava a provvedere alle necessità delle loro vedove, nel caso fosse accaduta una disgrazia. Dopo il Palù ritroviamo Schocher nelle prime ascensioni alla parete Nord-est del Monte Scerscen del 1898, e in quelle dello sperone Nord del Pizzo orientale di Palù e dello sperone Ovest del Pizzo Bianco, altre grandi scalate compiute nell'estate del 1899.

Non meno importante fu la figura di Christian Zippert, ideale prosecutore della grande tradizione iniziata dal Klucker.

L'abbiamo trovato nel 1887, membro della cordata che compie la prima ascensione allo sperone Nord del Piz centrale di Palù. Nel 1892 sale con E. J. Garwood, C. C. Branch e il collega Schocher, la selvaggia cresta Est-nord-est del Piz Roseg. Nel 1899, con Florian Grass e J. T. Alexander,  risolve il problema dell'ultimo dei tre speroni Nord dei Pizzi di Palù rimasto inviolato, quello occidentale e nel 1904 è con Klucker e Roberts Thomson sulla parete Nord del Piz Tschierva. Negli anni successivi con clienti come Julius Frohmann compie le difficili ascensioni del canalone Ovest del Roseg, 1909, e della parete Nord-est del Pizzo Bernina, 1911. Dopo alcuni anni di pausa lo ritroviamo infine nel 1916, col collega Hans Casper e ad Hans Frick, nella prima ascensione allo sperone Nord-nord-ovest del Piz Cambrena.

Queste imprese segnano la fine dell'attività esplorativa sul versanti engadinesi, sebbene anche negli anni successivi non mancheranno prime ascensioni di rilievo come quella alla remota parete Ovest del Pizzo Bernina, compiuta da T. Graham Brown, Alfred Zurcher, con Alexander Graven e Josef Knubel il 18 agosto 1930. In questi anni anche gli alpinisti italiani si interessano agli ultimi versanti engadinesi inviolati. Sulla complessa e pericolosa parete Ovest-sud-ovest del Piz Roseg si cimentarono con successo nell'estate del 1938,  Alfredo Corti, Renato Chabod, Michele Rivero, Emanuele Andreis e Nello Corti.

Invece, le triangolari pareti Nord-ovest e Nord-est del Pizzo occidentale di Palù, furono rispettivamente salite da Plinio e Nello Corti con Isacco Dell'Avo, e ancora da Plinio Corti e Dell'Avo nei giorni 31 luglio e 2 agosto 1939.

In questo periodo si segnala anche la probabile prima solitaria della parete Nord-est del Piz Roseg, compiuta in discesa, ed in sole tre ore, il 4 settembre 1940, da Rudolf Honegger.

Alla soglia degli anni '60 le linee più logiche ed evidenti erano state risolte da tempo; restavano però alcune belle vie dirette e, negli angoli più appartati, alcune vie su roccia ancora da risolvere. Le maggiori imprese di questi anni portano la celebre firma di Kurt Diemberger, maestro su ghiaccio e misto: nel mese di luglio del 1958, in cordata con Karl Schöntaler,  il forte austriaco traccia due direttissime sulla parete Nord-est del Piz Roseg, una alla vetta principale e l'altra alla Anticima Nord-ovest. Il testimone lasciato da Klucker era in buone mani.

Sempre sul versante settentrionale del Roseg restava da salire il Piccolo Roseg, la cui vetta è difesa da un'impressionante fascia di seracchi. Non fu certo una via di dettaglio quella che tracciarono su questa complessa "Nord" Giorgio Bertone e Gigi Alippi nel 1963.

In questo periodo comincia a prendere piede anche la "moda" dell'alpinismo invernale, e gli itinerari proposti da pareti e creste del massiccio sono fra i più indicati per questo genere di attività. Sono per lo più ancora gli italiani che si distinguono in questa nuova fase di ricerca, che trova sulla parete Nord dei Pizzi Palù uno dei suoi terreni più fertili. Il 1964 è annata storica: il 5 gennaio Curnis, Coatti, Quarenghi, Soresini e Zocchi salgono la via Zippert; il 26 gennaio Nava, Pizzoccolo e Taldo superano la via Bumiller mentre  lo stesso giorno Coatti, Soresini, Zocchi e Zappa riescono nel percorso dello sperone Kuffner. Nel mese di febbraio viene salita anche la parete Nord-est del Piz Roseg da W. Grosz e U. Sievers.

Nel marzo del 1966, Otmar Wenk, Paul Nigg e Salvatore Zala superano in due giorni l'alta parete Nord-est del Pizzo Bernina una delle due maggiori delle Alpi Retiche con quasi 1200 metri di dislivello. A conclusione di questo primo "periodo invernale" ecco l'exploit dei valtellinesi Forni, Gugiatti, Ghetti e Pedroni che compiono un'impresa per certi versi all'avanguardia riuscendo nella traversata invernale Roseg-Scerscen-Bernina, tra il 24 e il 27 dicembre 1969.  Chi conosce il terreno d'azione proposto dalle creste del Bernina sa quali difficoltà incontrarono i quattro.  Sulla vetta del Roseg trovarono pressoché impossibile proseguire sul crinale e quindi discesero il Canalone Marinelli, per poi riprendere a traversare verso oriente una volta raggiunta la Porta Roseg.

Negli anni anni '70 sono ancora le invitanti pareti del Roseg e del Palù ad essere teatro di nuove ascensioni.  Le più importanti di questo periodo sono la via Mozzanica De Angeli lungo il settore destro della parete Nord-est del Pizzo Roseg e la diretta invernale allo sperone Bumiller del Pizzo centrale di Palù, aperta nei giorni 5 e 6 gennaio 1976 dagli svizzeri Bellini, Grandi e Nottaris. Questa via è stata ripetuta forse per la prima volta nell'inverno del 1998 da G. Maspes e D. Fregona.

L'avvento della piolet traction non porta l'esplosione che si ebbe in altri massicci. Forse il primo timido esempio di questa tecnica applicato sui ghiacci del Bernina coincide con la prima salita di M. Mevio e G. Miotti al canalone Ovest-nord-ovest del Piz Cambrena, compiuta il 22 dicembre 1974. Per mancanza di ghiaccio i due furono poi costretti ad uscire dal canalino di destra dei due in cui si divide il canalone basale. La via fu quindi perfezionata dagli elvetici N. Joos, L. Denber e G. Deplajes il 5 dicembre 1979. Il canalino di sinistra fu invece superato da Patrick Gabarrou nel 1985 e ripetuto in solitaria invernale dal lecchese Duilio Costa. Sempre nel 1985, Gabarrou, con H. Bouvard, apre una nuova via all'estremo limite destro della parete Nord-est del Roseg.
Nel frattempo era già diventata una classica per i ghiacciatori, la "via Gianni Comino" aperta nel 1980, da Riva e Balatti sulla parete Nord-est del Pizzo Palù occidentale mentre minor fortuna, causa la lunghezza dell'avvicinamento, ebbe la via del gran canalone Ovest del Pizzo Bianco, aperta da G. Bonfanti, R. Quagliotto e M. Spadaro nel luglio del 1982.

Gli ultimissimi anni dimostrano, se ce ne fosse bisogno, che fantasia e cultura alpinistica possono aprire ancora spazi inaspettati alla scoperta, anche in gruppi ove apparentemente non c'è più nulla da fare. Nell'estate del 1992, Tobias Heymann, in solitaria, concatena le cinque salite su ghiaccio più rappresentative del bacino di Tschierva: la Nord-est Bianco e la Ovest del Bernina, la Nord-est e la Nord-ovest dello Scerscen, la Nord-est del Roseg, per la diretta Diemberger-Schöntaler, con discesa finale lungo la cresta Nord-ovest, Eselsgrat, del Roseg.

Il 7 agosto 1993, con Patrick Gabarrou, lo stesso Heymann apre una bella diretta al remoto sperone Nord-ovest del Pizzo Bianco incontrando difficoltà fino al VI° segnando un nuovo stop all'attività sui versanti settentrionali. Su queste pareti restano però ancora alcune interessanti vie, anche di alta difficoltà che attendono di essere "colte".

Non mi è parso possibile concludere questa trattazione senza parlare dello sci estremo che compare per la prima volta su queste cime nel 1972, con la strabiliante discesa del canalone di destra della parete Nord dei Pizzi Palù, da parte di Heini Holzer. L'anno successivo lo stesso alpinista riusciva a scendere lungo la fantastica Biancograt,  poi discesa anche con lo snowboard nel 1987 da W. Uxel e L. Plank. Nell'estate del 1977 Heini Holzer tentò infine l'incredibile sfida lanciata dalla parete settentrionale del Roseg. Purtroppo, superate le maggiori difficoltà perse il controllo degli sci perdendo la vita nella caduta. La discesa della parte del Roseg quindi compiuta l'anno successivo dagli austriaci K. Jeschke e M. Burtscher.

Fra i grandi problemi di sci estremo ancora da risolvere resta probabilmente ancora quello proposto dalla parete Nord-est del Bernina stesso.

CRONOLOGIA ALPINISTICA 


1835 12 agosto Prima ascensione alla Fuorcla Pers-Palù e probabile prima salita alla vetta orientale del Piz Palù: Gian Marchet Colani, Oswald Heer, Meuli, P. Flury e Johann Maduz.
1846 Il topografo elvetico Rey esplora e cartografa il settore orientale del massiccio preparando il terreno al suo successore Johann Coaz.
1858 11 settembre Piz Morteratsch prima salita: Ch. H. Brügger e P. Gensler con K. Emmermann e A. Kleingutti.
1863 31agosto Prima salita all'Anticima Nord-ovest del Piz Roseg: F. T. Bircham con Peter Jenny e Alexander Flury raggiunsero.
1863 24 luglio Prima salita documentata al Pizzo orientale di Palù: E. N. Buxton, W. F. Digby, W. E. Hall, J. Johnston, M. Woodmass con Peter Jenny e Alexander Flury.
1865 28 luglio Prima salita al Piz Roseg: A. W. Moore e H. Walther con Jacob Anderegg.
1866 23 giugno Nuova via, lungo la Spalla e la cresta Sud del Piz Bernina: S. F. Tuckett e F. A. Y. Brown con Christian Almer e F. Andermatten.
1868 22 luglio Prima traversata dei Pizzi Palù A. Wachtler, Wallner con Hans e Christian Grass.
1868 settembre Cresta Sud-Ovest del Piz Morteratsch Thomas Henry Philippot e signora con Peter Jenny e Alexander Flury.
1869 Prima salita al Piz Argent Seiler e Seldneck con Christian Grass il vecchio, J. B. Walther e un cacciatore di camosci.
1871 14 agosto Prima salita del Piz Zupò: D. W. Freshfield con Henry Devouassoud
1872 13 settembre Prima salita a Porta Roseg da Nord e prima traversata Paul Güssfeldt con Hans Grass Peter Jenny e Christian Capat.
1876 12 agosto Prima salita alla cresta Nord del Pizzo Bianco e traversata al Piz Bernina: Henry Cordier e Thomas Middlemore con le guide J. Juan e Kaspar Maurer.
1877 13 settembre Prima ascensione al Monte Scerscen: Paul Güssfeldt con Hans Grass e Christian Capat.
1878 12 agosto Breccia del Bernina da Ovest: Güssfeldt con Hans Grass e Christian Capat.
1879 15 settembre Canalone Sud-ovest del Monte Scerscen Paul Güssfeldt con Hans Grass
1880 3-4 febbraio prima salita invernale al Pizzo Bernina Rev. Cecil Watson, B. Cecil, A. Parnell con Hans e Chr. Grass, V. Kessler e J. Colani.
1881 14 luglio Prima salita al canalone Sud del Piz Roseg "Canalone Marinelli": Damiano Marinelli con Hans Grass e Battista Pedranzini.
1883 22 luglio Piz Glüschaint per lo spigolo Nord-est: Moritz von Kuffner con Alexander Burgener e Clemens Perren.
1884 18 gennaio Prima ascensione invernale al Piz Roseg: Mrs. Elisabeth Le Blond-Main con J. Colani, E. Cupelin e Martin Schocher.
12 agosto 1885 versante Nord della Breccia dello Scerscen: W. Williams con Martin Schocher e Moritz Arpagaus.
1887 1° settembre Sperone Nord del Piz Palù centrale: Hans Bumiller, Martin Schocher e Christian Zippert.
1889 febbraio Prima invernale al Piz Palù occidentale: Mrs. Elisabeth Le Blond-Main.
1890 16 giugno Piz Roseg parete Nord-est: Christian Klucker e Ludwig Normann Neruda.
1890 18 luglio Piz Bernina parete Nord-est per la via della "gorgia": Christian Klucker e Ludwig Normann Neruda.
1891 20 febbraio Prima ascensione invernale del Piz Palù centrale: Mrs. Elisabeth Le Blond-Main con W. H. Bulpett Martin Schocher e M. Weibel.
1890 28 luglio Sperone Ovest del Pizzo Bianco: Martin Schocher e J. T. Burton-Alexander e
Sebastian Platz.
1892 15 agosto Piz Roseg cresta Est-nord-est E. J. Garwood e C. C. Branch con M. Schocher e Chr. Zippert.
1899 31 luglio Sperone nord del Pizzo occ. di Palù: J. T. Burton-Alexander con Chr. Zippert e Florian Grass.
1899 14 agosto Prima traversata Scerscen Bernina da Porta Roseg alla Fuorcla Prievlusa: W. E. Davidson e G. Fitzgerald con Chr. Klucker e U. Almer.
1899 22 agosto sperone Nord del Pizzo Orientale di Palù: Moritz von Kuffner con Martin Schocher e Alexander Burgener.
1904 7 luglio Parete Nord del Piz Tschierva: Roberts-Thomson con Chr. Klucker e Chr. Zippert.
1906 13 agosto Prima salita alla parete Sud del Piz Zupò: Alfredo Corti e Luigi Valesini
1908 21 settembre Sperone Sud del Piz Zupò: C. Golay e J. Englert con Chr. Zippert.
1908 10 ottobre Prima salita integrale della cresta Sud-sud-est del Piz Morteratsch "crasta da la spraunza": P. Schucan e A. Pfister.
1909 22 luglio Cresta Sud-ovest del Piz Roseg: G. L. e C. G. G. Steward con F. Summermatter e A. Simond.
1914 3 settembre Pizzo Bernina vetta italiana per Canalone Sud "direttissima" della Breccia di Scerscen: Alfredo Corti e Bruno Sala.
1916 23 luglio Piz Cambrena sperone Nord-nord-ovest "naso di ghiaccio": H. Frick, con Chr. Zippert e H. Casper.
1919 15 settembre Parete Sud della Cresta Guzza: Alfredo Corti, Gino Carugati con Ignazio
Dell'Andrino
1921 Piz Prievlus salita diretta della cresta Sud: P. Schucan, Frey e Staub.
1928 7 agosto Prima salita allo spigolo Sud-sud-ovest del Pizzo Sella: Alfredo Corti,  Augusto Bonola, Vincenzo Schiavio.
1928 7 agosto Prima salita alla parete Sud del Monte Scerscen: Alfredo Corti,  Augusto Bonola con cesare Folatti.
1930 18 agosto Parete Ovest del Piz Bernina: T. Graham Brown, Alfred Zürcher con Alexander Graven e Josef Knubel.
1930 2 settembre Canalone occidentale della parete Nord dei Pizzi Palù: François Deventay con Simon Rähmi e Johann Götte.
1931 5 maggio Canalone orientale della parete Nord dei Pizzi Palù: Otto Feutl e Willy Dobiasch.
1933 25 luglio Forcola d'Argento per il canalone Sud-ovest "canalone Folatti": Cesare Folatti, Peppino Milla e Luigi Bombardieri.
1933 14 agosto Piz Glüschaint, direttissima alla parete Sud: Ettore Castiglioni e Vitale Bramani
1937 20 agosto Parete Ovest del Piz Argent: Giannino Soncelli e Isacco Dell'Avo.
1939 31 luglio Pizzo occidentale di Palù parete Nord-ovest: Nello Corti e Plinio Corti con Isacco Dell'Avo.
1939 2 agosto Pizzo occidentale di Palù parete Nord-est: Plinio Corti e Dell'Avo
1940, 4 settembre Probabile prima solitaria della parete Nord-est del Piz Roseg: Rudolf Honegger in discesa.
1944 11 agosto Spigolo Sud del Piz Argent: Carlo Negri, Cin Corti, Emilio Romanini e O. Braendli
1952 5 luglio I Gemelli, parete Sud del Gemello Orientale: Lorenzo Giana e Sergio Mella
1952 8 agosto Sassa di Fora, parete Sud: Lorenzo Giana e Sergio Mella
1953 12 agosto I Gemelli, spigolo Sud del Gemello Orientale: Lorenzo Giana e Sergio Mella
1958 luglio Via diretta alla vetta del Roseg e via diretta all'anticima Nord-ovest per la parete Nord-est: Kurt Diemberger e Karl Schöntaler.
1963 16 luglio Parete Nord-est del Piccolo Roseg: Giorgio Bertone e Gigi Alippi.
1964 5 gennaio Prima ascensione invernale alla via Zippert sul Piz Palù occidentale: Mario Curnis, Romano Coatti, Virginio Quarenghi, Riccardo Soresini e Rino Zocchi.
1964 26 gennaio Prima ascensione invernale alla via Kuffner sul Piz Palù orientale: Romano Coatti, Riccardo Soresini, Rino Zocchi e Marco Zappa.
1964 26 gennaio Prima ascensione invernale alla via Bumiller sul Piz Palù centrale: Piero Nava, Angelo Pizzoccolo e Vasco Taldo.
1964 febbraio Prima invernale alla parete Nord-est del Piz Roseg: W. Grosz e U. Sievers.
1965 14 febbraio Piz Cambrena prima invernale allo sperone Nord-nord-ovest: C. Barazzoli, Vincenzo Fagioli, Tiziano Nardella, Mario Riva, Riccardo Soresini, Tullio Speckenhauser, Marco Zappa, Rino Zocchi.
1966 19-21 marzo Prima ascensione invernale alla parete Nord-est del Piz Bernina: Otmar Wenk, Paul Nigg e Salvatore Zala.
24 e il 27 dicembre 1969 Prima traversata invernale Roseg-Scerscen-Bernina: Antonio Forni, Franco Gugiatti, Pietro Ghetti e Carlo Pedroni.
1971 19-20 agosto diretta alla Parete Nord-est dell'Anticima Nord-ovest del Piz Roseg Ivo Mozzanica e Bruno De Angeli.
1970 12 dicembre Prima invernale alla "direttissima del Bernina": Ermanno Gugiatti e Aldo Parolo
1976 5 e 6 gennaio Via diretta allo sperone Bumiller sul Pizzo centrale di Palù dagli svizzeri M. Bellini, Marco Grandi e Romolo Nottaris.
1974 22 dicembre Mario Mevio e Giuseppe Miotti prima invernale e prima ascensione al canalone Ovest-nord-ovest del Piz Cambrena
1980 5-6 aprile "Via Gianni Comino" sulla parete Nord-est del Pizzo Palù occidentale Norberto Riva e Benigno Balatti.
1985 19 giugno Nuova via all'estremo limite destro della parete Nord-est del Roseg: Patrick Gabarrou, con Hervé Bouvard.
1985 22 Luglio Direttissima allo spigolo Sud del Gemello orientale: Giuseppe Miotti e Camillo Selvetti
1991 25 febbraio Diretta fra i due rami superiori del colatoio Nord-ovest del Piz Cambrena: Tobias Heymann
1992 31 luglio Prima ascensione alla parete Sud del Piz Argent: Angelo Forcignano e Augusto Rossi
1992 estate Pareti Nord-est Pizzo Bianco Ovest del Piz Bernina, pareti Nord-est e Nord-ovest del Monte Scerscen, la Nord-est del Piz Roseg, per la diretta Diemberger-Schöntaler, con discesa finale lungo la cresta Nord-ovest: Tobias Heymann, concatenamento in solitaria.
1993 7 agosto, Via diretta allo sperone Nord-ovest del Pizzo Bianco: Tobias Heymann e Patrick Gabarrou