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 Aiuto


Per quanto verificati con cura i dati contenuti nelle schede, possono non essere stati tempestivamente aggiornati.
I percorsi sono descritti spesso in maniera sintetica e le valutazioni sono indicative ed espresse con la montagna nelle migliori condizioni possibili; non devono quindi mai sostituirsi all'esperienza e alla capacità di valutazione dell'utente che, nel dubbio, dovrebbe sempre informarsi sulle delle condizioni della montagna facendo riferimento a siti internet legati alla località che si intende visitare o magari chiedere in loco ulteriori informazioni sui percorsi ai gestori o ai proprietari dei rifugi.
Ove non specificato altrimenti, i termini di destra e di sinistra sono da intendersi nel senso della direzione di marcia. In altri casi si utilizzano i termini di destra e sinistra orografica o idrografica (equivalenti), che quindi sono intesi sempre guardando da monte verso valle.

Ogni descrizione della gita è preceduta da una scheda tecnica con i seguenti dati:

Inserimento: data in cui è stata compilata la scheda
Aggiornamento: data del suo ultimo aggiornamento
Nazione
Regione
Gruppo Montuoso: area geo-alpinistica dove sorge il rifugio. In genere corrisponde alle suddivisioni più in uso ma a volte è più estesa
Valle Principale: vallata a cui appartiene il rifugio (a volte la struttura sorge in una valle laterale minore che non sempre è citata)
Apertura: Periodo in cui il rifugio è gestito
Telefono
Custode: gestore esito o responsabile della struttura se si tratta di bivacco o rifugio non custodito
Proprietà: ente, associazione o gruppo proprietario della struttura compresi proprietari in prima persona
Trasporti pubblici: trasporti pubblici utilizzabili
Dotazioni Particolari: dotazioni del rifugio o del bivacco
Palestra di roccia: descrizione sommaria di eventuali palestre d'arrampicata o falesie presso il rifugio
Link: sito internet dedicato alla struttura o in sua assenza sito di riferimento alternativo a rifugi-bivacchi
Email: indirizzo di posta elettronica cui rivolgersi per prenotazioni o informazioni
Posti letto: numero dei posti a dormire durante il periodo estivo
Posti letto nel rifugio invernale: numero dei posti a dormire se esiste un rifugio invernale
Coordinate GPS: Per diversi motivi le coordinate riferite ai rifugi sono presentate in maniera non uniforme. In particolare quelle della svizzera fanno riferimento al primo sistema di riferimento elvetico basato sul reticolo della cartografia svizzera.

Ad esempio il rifugio Es-Cha ha per coordinate 165.200 Nord e 788.750 Est.
Google map non è in grado di convertire tale dato ma l'ufficio cartografico elvetico rimanda al sito NAVREF dove è possibile convertire le coordinate nazionali svizzere in coordinate globali WGS84 (GPS). ATTENZIONE: il convertitore non accetta il punto che quasi sempre separa le cifre e quindi va tolto in fase di immissione delle stesse.

SECONDA PARTE della SCHEDA

Località di partenza: località o punto da dove inizia il percorso a piedi
Quota di partenza: quota sul livello del mare cui di trova il punto di partenza
Dislivello: differenza fra la quota di partenza e quella del punto massimo raggiunto durante il percorso. In alcuni casi, per percorsi con andamento a su e giù, il dato del dislivello può essere doppio portante un segno - o + a seconda che si tratti di dislivello in discesa o in salita.
Tempo di percorrenza: tempo medio necessario per il raggiungimento del rifugio
Difficoltà: espressa secondo una scala adottata ufficialmente dal Club Alpino Italiano, con quattro gradi di valutazione progressivi, dalla gita più facile a quella più impegnativa. La valutazione tiene conto di diversi fattori come il dislivello, lo sviluppo, il tipo di sentiero, l'orientamento dei pendii. Abbiamo scelto di dare una valutazione piuttosto "abbondante" enfatizzando le difficoltà piuttosto che sottovalutandole.
Preferiamo che chi legge si meravigli della facilità che ha incontrato piuttosto del contrario.

Scala delle difficoltà escursionistiche

T = Turistico: itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri. I percorsi generalmente non sono lunghi, non presentano problemi di orientamento e non richiedono un allenamento specifico se non quello tipico della passeggiata.
T/E = Turistico/Escursionistico: percorso in parte comodo e facile (strada sterrata) e in parte su sentiero.
E = Escursionistico: itinerario su sentieri o evidenti tracce in terreno di vario genere (pascoli, detriti, pietraie...). è generalmente segnalato con paline e cartelli indicatori, bandierine di vernice (generalmente biancorosse) e/o ometti di pietre. Richiede l'attrezzatura descritta a pagina 10, una sufficiente capacità di orientamento e allenamento alla camminata anche per qualche ora.
EE = Escursionistico per Esperti: itinerario generalmente segnalato, ma che presenta qualche difficoltà: il terreno può essere costituito da ripidi pendii erbosi, misti di rocce ed erba, pietraie, possibili chiazze nevose o anche singoli passaggi rocciosi di facile arrampicata (uso delle mani in alcuni punti). Pur non richiedendo particolare attrezzatura,il percorso può presentare tratti attrezzati con catene o cavi, se pur poco impegnativi. Richiede una buona conoscenza dall'ambiente alpino, passo sicuro ed assenza di vertigini. La preparazione fisica deve essere adeguata ad una lunga giornata di cammino abbastanza continuo. Altre volte, invece, i percorsi si svolgono anche su traccia poco evidente e con scarsa o nessuna segnaletica sia orizzontale che verticale. Richiedono quindi anche notevole esperienza e spiccato senso dell'orientamento.
E/F = Escursionisti Esperti/Alpinistico Facile: si tratta di percorsi attrezzati (o vie ferrate), che richiedono l'uso dei dispositivi di autoassicurazione. La lettera F indica la più elementare delle difficoltà alpinistiche. (Alpinistico facile). Lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l'uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza.
F = (Alpinistico facile): lungo il percorso si incontrano difficoltà per il cui superamento richiede l'uso di strumenti alpinistici come la corda, i ramponi, la piccozza.
PD, AD e D: scalate con difficoltà alpinistiche crescenti da Poco Difficile a Difficile

Accesso: descrizione dell'itinerario più comodo e breve per arrivare al rifugio. In alcuni casi sono stati inseriti diversi sentieri di accesso.
Accesso invernale: a volte il migliore percorso invernale non coincide con quello estivo
Cartografia: le cartine più attendibili ed utili all'effettuazione della gita.
Bibliografia: alcune guide e libri di riferimento
Traversate: cenni sulla possibilità di effettuare traversate verso altri rifugi
Ascensioni: cenni su qualche ascensione fattibile partendo dal rifugio

Non lasciate mai solo l'infortunato: almeno una persona del gruppo deve restare con lui.
Recatevi al primo luogo ove è possibile telefonare; per fare questo non sempre è necessario scendere: a volte si è a pochi minuti da un rifugio. Valutate quindi se non sia conveniente salire e telefonare da lì.
Chiedete al posto telefonico il numero del Soccorso Alpino che opera nella località dove vi trovate.
Qualora non vi fosse segnale di rete cellulare che permetta di comporre il 118 si potrà comporre il 112 (In gestione alle Centrali Operative Arma dei Carabinieri), numero d'emergenza che consente una chiamata di soccorso anche in assenza del segnale del proprio gestore, purché nella zona vi sia il segnale di un qualsiasi altro operatore.
Da anni ormai l'uso dell'elicottero come mezzo di soccorso alpino è divenuto una consuetudine. Sarà bene tuttavia rammentare alcune basilari regole di comportamento in caso di intervento con l'elicottero.
Per la richiesta di soccorso ci si pone con le spalle al vento alzando ambedue le braccia a V (individuare un posto il più possibile pianeggiante e a sbalzo, (non in avvallamenti o presso cavi, tralicci o piante) ove consigliare l'atterraggio; solitamente comunque il pilota si regola in base alla sua esperienza).
Se non si necessita aiuto si dispone un braccio verso l'alto e l'altro verso il basso ( / ). Nel caso dobbiate avvicinarvi o allontanarvi dal velivolo su un pendio, fatelo solo da valle (da monte sfiorereste pericolosamente le pale) e da posizione frontale: mantenetevi sempre in vista dell'equipaggio.
Non portare sci o aggeggi lunghi in posizione verticale per non urtare le pale; evitare che nei pressi della zona di atterraggio ci siano oggetti che possano volar via e impigliarsi nel rotore.
Salite e scendete evitando manovre brusche e attendete sempre gli ordini e le indicazioni del tecnico di bordo; non assiepatevi e non fate confusione.
E infine un consiglio: anche in difficoltà, finché potete muovervi usate i vostri mezzi. L'elicottero non dovrebbe essere un taxi a disposizione di ogni mal di pancia o leggera storta: una chiamata per un caso banale può distoglierlo momentaneamente da un intervento più urgente.