Le due costruzioni si trovano a
3597 m, sul margine meridionale
del versante SW della Spalla del
Bernina. Il primo rifugio che oggi
funge da ricovero d'emergenza e
invernale ha 12 posti
letto ed è sorto nel 1913. Il nuovo
rifugio, eretto nel 1964, e
ricostruito nel 2002 è pochi metri
più a monte.
Località di partenza: Rifugio Marinelli-Bombardieri Quota di partenza: 2813 m Dislivello: 780 m Tempo di percorrenza: 3-4 ore Difficoltà
: PD = Scalata con difficoltà alpinistiche fino al III grado e creste o pendii glaciali impegnativi.
Accesso:
Dal rifugio Marinelli-Bombardieri si prende il sentierino che sale appresso le pareti della Cresta del rifugio dirigendo a NE per sfasciumi e detriti. Giunti ad una serie di salti rocciosi intervallati da cenge detritiche si piega a sinistra (N) sbucando sull'ampia sella del Passo Marinelli occidentale 3050 m c. (ore 0,30). Si percorre verso N la pianeggiante Vedretta di Scerscen superiore al cospetto delle pendici occidentali del Pizzo Argent e della grande parete S della Cresta Guzza. Mantenendo la direzione, si giunge allo sbocco del "Canalone di Cresta Guzza" presso la cui sponda settentrionale a una trentina di metri dal crepaccio terminale, si trova la partenza della nuova via attrezzata che conduce al rifugio. La via attrezzata è costituita da una catena continua fino al rifugio con gradini metallici nei punti più difficili.
Per superare più agevolmente il terminale è stata predisposta una scala di acciaio alla base dell'apertura del terminale.
Traversate:
Alla chamanna da Boval
2495 m per il crestone della Fortezza. Percorso in ambiente glaciale grandioso.
(F; 5 ore).
Alla chamanna Diavolezza
2973 m . Caratteristiche analoghe all'it. precedente (F; 4 ore).
Ascensioni:
Al Pizzo Bernina 4049 m per la Spalla del Bernina e la cresta
Sud Dislivello: 450 m dal rifugio. Difficoltà: PD; qualche
passo di III nel roccioso tratto sommitale della Spalla. Prima ascensione:
F. F. Tuckett e F. A. Y. Brown con Christian Almer e Franz Andermatten
il 23 giugno 1866. Più o meno lo stesso itinerario fu segnalato
anche dalla cordata Hardy-Kennedy che raggiunse la vetta nel 1861. Percorso Dal rif. Marco e Rosa 3597 m si sale il largo pendio nevoso che si alza
verso Nord fin sotto le roccette basali della Spalla del Bernina. Superata
la crepaccia terminale e il breve pendio che permette di afferrare le
rocce si sale per queste sfruttando dei canalini fino alla vetta della
Spalla del Bernina 4021 m (in questo tratto vi sono tre ancoraggi con
catene per corda doppia). Il percorso non è obbligato e di volta
in volta, in funzione delle condizioni della montagna può subire
delle variazioni senza tuttavia cambiare difficoltà.
Da qui la cresta piega decisamente verso Nord e diventa sottile, con numerosi
su e giù. Con aereo percorso sulla cresta innevata si tocca infine
il suo roccioso tratto terminale che abbastanza agevolmente (passi di
II) porta alla vetta (2 ore).