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rifugio
GIANETTI LUIGI
   2534 metri s.l.m.   
Sorge in alta Val Porcellizzo, sul versante destro orografico della valle.
Nazione: Italia
Regione: Lombardia
Area montuosa: Masino - Bregaglia (I)
Valle: Val Masino
Posti letto:
92 (nel periodo invernale 12)
Servizi:
acqua calda acqua fredda corrente elettrica riscaldamento servizi igienici docce ristorante sconti per associati C.A.I.
(legenda icone)
Periodo di apertura:
1 Luglio - 15 Settembre
Numero telefonico:
0342-64.51.61
Custode:
Giacomo Fiorelli - Via G. Fiorelli - 23010 S. Martino V. Masino (So). Tel. 0342-64.10.68
Proprietà:
CAI Sezione di Milano. Tel. 02-86.46.35.16
Cartografia:
CNS 1:50.000 «Monte Disgrazia» e 1:25.000 «Sciora»; Carta Multigraphic «Pizzo Bernina-Monte Disgrazia» 1:50.000; Kompass 1:50.000 «Chiavenna-Val Bregaglia»; IGM 1:25.000 «Pizzo Badile».
 


Località di partenza: Bagni di Masino
Quota di partenza: 1172 m
Dislivello: 1320 m
Tempo di percorrenza: 3 ore
Difficoltà : E = (Escursionistico) percorso su sentiero o mulattiera ben tracciati e segnalati. Richiede comunque attrezzatura adeguata e allenamento.
 
Accesso:

Da Bagni Masino proseguire lungo la stradetta che, lambito il campo da tennis, attraversa il torrente su un ponticello in pietra. Prima del ponte deviare a destra e, traversato un prato (indicazioni), imboccare la mulattiera della Val Porcellizzo. Prima lastricato, poi più sconnesso, il sentiero sale con molti tornanti nel bosco, sbucando alle baite di Corte Vecchia 1405 m. Si prosegue ora in piano per passare nel tunnel naturale delle "Termopili" formato da due massi appoggiati. Dopo un tratto ancora in lieve pendenza, la salita riprende ripida e con molti tornanti. Un lungo traverso verso sinistra (N) porta a guadare il torrente di Sione (problematico con molta acqua) poi si entra in un rado bosco di larici per sbucare sui pascoli di Rösa. Con una breve salita si entra nella valletta scavata dal torrente e, fiancheggiando il corso d'acqua, si esce ben presto sull'ampia distesa erbosa del "Pianone". Lambita la Casera Porcellizzo 1992 m, il sentiero traversa il torrente su un ponte e guadagna un secondo ripiano; traversatolo diagonalmente, con una serie di tornanti risale il versante destro orografico della valle e giunge al "muretto" (2200 m c.). Ora su sentiero ben marcato e segnalato, fra pascoli e poi fra placche, dossi e pietrame si risale verso N traversando alcune vallette e infine, con un tratto fra grossi blocchi, si giunge al rifugio.

 

Traversate:

Al rifugio Omio 2100 m per il Sentiero Risari e il Passo del Barbacan (EE; 2,30 ore).
Al rifugio Allievi 2385 m per il Sentiero Roma (EE; 5 ore). Il sentiero, dapprima pianeggiante, punta a E traversando il circo terminale della vallata. Con diversi saliscendi il tracciato, si abbassa infine ad aggirare uno sperone per poi salire al Passo Camerozzo 2765 m sullo spartiacque fra Val Porcellizzo e Val del Ferro (corrimano metallici). Sfruttando una lunga cengia corrente verso S ci si abbassa (corde fisse) per poi tornare a sin. e, infine, superato un tratto roccioso, (corde fisse) si mette piede in Val del Ferro. Ben segnalato ma con tracciato debole, il sentiero traversa la vallata passando poche decine di metri a monte del biv. Molteni-Valsecchi 2510 m c. non visibile. Raggiunto l'opposto versante della valle si sale al Passo Qualido sett. 2647 m da dove con discesa su cenge e per un canalino si giunge in Val Qualido che si traversa, con percorso pianeggiante, salendo poi al Passo dell'Averta 2540 m. Da qui si scende nel vallone dell'Averta ad aggirare il piede dello spigolo SE del Torrione di Zocca. Si scende ancora per breve ripido tratto e quindi si risale tenendosi ai piedi delle pareti del Torrione di Zocca; dopo circa 200 m di dislivello, un breve traverso verso destra per gandoni e rade chiazze erbose porta al rifugio.

Al rif. Sciora 2118 m per il Passo di Bondo (EE; percorso su ghiacciaio; 4 ore).
Al bivacco Titta Ronconi 3169 m m al Passo di Bondo (EE; percorso in parte su ghiacciaio; 2 ore)
Al bivacco Pedroni-Dal Prà 2577 m per il Passo del Porcellizzo (EE; 2 ore).
Al rifugio Brasca 1304 m per la Bocchetta della Sceroia (E; 3 ore).

 

Ascensioni:

Al Pizzo Cengalo 3374 m per la via normale. Periodo consigliato: luglio-settembre. Dislivello: 840 m c. Difficoltà: F+. Attrezzatura: corda, piccozza e ramponi - Tempo si salita: 4 ore dal rifugio alla vetta. Prima ascensione: E. Devouassoud, D. W. Freshfield e C.C. Tuker 1866.
Percorso
Seguire il Sentiero Roma in direzione del rifugio Allievi (Est) e fatte poche centinaia di metri salire verso Nord-est entrando nel vallone morenico fra il versante Est della Punta Sertori e quello meridionale del Cengalo. Costeggiando le rocce della Sertori, da ultimo su nevaio, si giunge al piede e si risale il canale di neve e sfasciumi che porta al Colle del Cengalo 3051 m (1.30 ore - attenzione! rocce smosse). Ora verso destra tenendosi leggermente sul versante Nord su detriti e chiazze nevose fino ad un intaglio della cresta. Salire ancora per il largo dorso di cresta su rocce facili e da ultimo (attenzione) traversare a destra sul versante Sud aggirando la seconda e maggiore elevazione della cresta. Per blocchi si torna sul crinale e si raggiunge la calotta sommitale che si percorre fino alla croce di vetta (attenzione! cornici possibili sul versante Nord. Salire quindi appoggiando sul versante Sud).
Al Pizzo Badile 3308 m per la via normale. Dislivello: 800 m c. dal rifugio alla vetta. Difficoltà: PD con passi di III - Attrezzatura: corda, moschettoni, cordini - Tempo di salita: 4 ore dal rifugio alla vetta. Prima ascensione: W.A.B. Coolidge con F. e H Devouassoud il 26 luglio 1867. La via è descritta nell?itinerario per il bivacco Redaelli.

 

 

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