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rifugio
GRASSI ALBERTO
   1987 metri s.l.m.   
Sorge in una verde conca erbisa sul versante orientale del Passo di Camisolo.
Nazione: Italia
Regione: Lombardia
Area montuosa: Valsassina
Valle: Val Biandino
Posti letto:
55
Servizi:
acqua calda acqua fredda corrente elettrica riscaldamento servizi igienici docce ristorante sconti per associati C.A.I.
(legenda icone)
Periodo di apertura:
Da metà Giugno a metà Settembre e nei fine settimana del resto dell'anno.
Numero telefonico:
0337-40.94.75
Custode:
Anna Bortoletto
Tel. 348 8522784
Proprietà:
S.E.L. Soc. Escursionisti Lecchesi - Via Roma 51 - Lecco tel. 0341-28.30.75
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n°105 "Lecco-Valbrembana" C.M. Valsassina-Valvarrone- Val d'Esino e Riviera - carta escursionistica 1:50.000 "Grigne-Resegone- Campelli-Tre Signori-Legnone"
 


Località di partenza: a) Intorbio
b) Barzio-Piani di Bobbio
Quota di partenza: a) 588 m
b) 810 m
Dislivello: a) 1400 m
b) 1177 m
Tempo di percorrenza: a) 3 ore e 30 min.
b) 2 ore e 30 min.
Difficoltà : E = (Escursionistico) percorso su sentiero o mulattiera ben tracciati e segnalati. Richiede comunque attrezzatura adeguata e allenamento.
 
Accesso:

Dalla Via dei Ceppo, a Introbio, si và alla Cappella di Sant'Uberto, dove inizia il sentiero n° 40, poco dopo s'incrocia la sterrata che porta in Val Biandino. Lasciato sulla destra, il sentiero per il rif. Buzzoni (segnavia), la carrozzabile prosegue pianeggiante sul versante destro idrografico della valle, mentre il sentiero corre sulla sponda opposta fino al "monumento del partigiano". Qui si attraversa il torrente Troggia, e sul versante opposto si percorre un'antica mulattiera, reimmettendisi nella strada a quota 970 m circa. Poco dopo una grande fontana, "fonte S. Carlo" 1020 m, si incontra il Ponte dei Ladri che permette di ripassare sul versante opposto della valle e si prosegue sulla strada fino al rifugio Bocca di Biandino. Da qui si si imbocca il sentiero (segnavia n° 76) che lambiti i rifugi Tavecchia ed ex Pio X piega gradualmente verso ESE risalendo una costa boschiva per sbucare al Passo del Camisolo 2020 m c. da dove si scende bravemente fino al rifugio.
b) Da Barzio, in Valsassina, si sale ai Piani di Bobbio mediante la funivia. Ora si deve imboccare il tracciato che lambisce la chiesetta dei Piani di Bobbio e dopo aver percorso un tratto della strada per Valtorta l'abbandona deviando a sinistra lungo il sentiero 89 che tenendosi sul versante orientale della cresta spartiacque porta al Passo del Grandazzo. Dal valico si sale ora a raggiungere il Passo del Toro per proseguire a mezza costa fino alla Bocchetta di Foppabona 1991 m, da dove con un nuovo tratto a mezza costa e qualche saliscendi si giunge al rifugio.

 

Traversate:

Al rif. Santa Rita 1988 m (E; 1,30 ore)
Al rif. Casera vecchia di Varrone 1675 m (E; 2,30 ore)
Al rif. G. Buzzoni 1590 m (E; 1,30 ore)
Al rif. Sora 1700 m (E; 3,30 ore)
Al rif. Lecco 1780 m (E; 3,30 ore)
Al rif. FALC 2120 m (E; 3 ore)

 

Ascensioni:

Al Pizzo dei Tre Signori 2553 m per la via del "caminetto"
Periodo consigliato: luglio - ottobre Dislivello: 566 m Difficoltà: EE/F Tempo di salita: 2 ore Prima ascensione: Lorenzo Paribelli, Michele Reina con la guida Giuseppe "Fulatt" Rigamonti il 21 aprile 1881.
Percorso:
Dal rifugio si segue il "Sentiero delle Orobie occidentali" che si attiene grosso modo al crestone che verso Est porta sulla vetta del Pizzo dei Tre Signori dopo aver formato la Cima di Camisolo. Oltrepassata questa vetta si giunge al Pian delle Parole, terrazzo erboso al cui margine orientale pare sorgesse un fortilizio celtico che ha dato il nome alla località:Castel Reino (in questo tratto si trova un antico cippo confinario del 1776 fra lo Stato di Milano e lo Stato Veneto. Poco dopo si giunge alla Bocchetta Alta 2235 m oltre la quale si mette piede sulla cresta Ovest del Pizzo dei Tre Signori. Lasciando a destra il "sentiero dei solivi" si procede direttamente con faticosa camminata raggiungendo le prime rocce. Con qualche tornante ed alcuni facili passaggi su roccia si giunge alla base di un profondo spacco roccioso detto il "caminetto". Si entra nel camino e lo si percorre facilmente uscendone a sinistra grazie ad una cenga che permette di raggiungere l'Anticima da dove si scende ad una selletta oltre la quale si è in vetta.

 

 

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