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Noto anche come "Rifugio del Fulatt", sorge
circondato dal bosco, in località Bocca di
Biandino, punto in cui la valle piega verso
E.
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| Nazione: Italia |
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| Regione: Lombardia |
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| Area montuosa: Valsassina |
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| Valle: Val Biandino |
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Posti letto:
47
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Servizi:
(legenda icone) |
Periodo di apertura:
Da Luglio a fine Agosto
week end e festività nel
resto dell'anno |
Numero telefonico:
368-73.06.103 |
Indirizzo email:
invia una email |
Custode:
- |
Proprietà:
Famiglia Brini (gestori del Rifugio
Madonna della Neve) e Sig.Ri Rupani |
Cartografia:
Kompass 1:50.000 n°105 "Lecco-
Valbrembana"
C.M. Valsassina-Valvarrone
-Val d'Esino e Riviera: carta 1:50.000
"Grigne-Resegone-
Campelli-Tre Signori
-Legnone" |
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Località di partenza: Introbio
Quota di partenza: 588 m
Dislivello: 910 m
Tempo di percorrenza: 2 ore
Difficoltà
: E = (Escursionistico) percorso su sentiero o
mulattiera ben tracciati e segnalati.
Richiede comunque attrezzatura
adeguata e allenamento.
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| Accesso: |
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Dalla Via dei Ceppo, a Introbio, si và alla Cappella di Sant'Uberto, dove inizia il sentiero n° 40, poco dopo s'incrocia la sterrata che porta in Val Biandino.
Lasciato sulla destra, il sentiero per il rif. Buzzoni (segnavia), la carrozzabile prosegue pianeggiante sul versante destro idrografico della valle, mentre il sentiero corre sulla sponda opposta fino al "monumento del partigiano". Qui si attraversa il torrente Troggia e, sul versante opposto si percorre un'antica mulattiera reimmettendosi nella strada a quota 970 m circa. Poco dopo una grande fontana, "Fonte S. Carlo" 1020 m, si incontra il Ponte dei Ladri che permette di ripassare sul versante opposto della valle e si prosegue sulla strada fino al rifugio.
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| Traversate: |
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Al rif. A. Grassi 1987
m per il Passo di Comisolo (E; 1,30 ore).
Al rif. Santa Rita 1988
m (E; 1 ora).
Al rif. Casera vecchia di Varrone
1675 m (E; 1,30 ore)
Al rif. FALC 2120 m (E;
2,30 ore).
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| Ascensioni: |
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Al Pizzo Varrone 2325 m
Al Pizzo dei Tre Signori 2553 m per la cresta NNW
Periodo consigliato: luglio - ottobre Difficoltà: EE Tempo
di salita: 3 ore.
Percorso
Dal rifugio si segue la mulattiera (segnavia n° 41) che traversa il
torrente Troggia su un ponte e corre sul versante destro idrografico della
valle giungendo al rifugio della Madonna della Neve. Da qui si continua
nella stessa direzione fino alla Casera di Sasso 1661 m poi, per pascoli
ripidi, si arriva al Baitello del Lago 1844 m e, poco dopo si giunge sulle
rive del Lago di Sasso 1922 m. Si contorna il lago sulla sponda occidentale
e si traversa ad arco verso sinistra la conca detritica del lago per poi
superare un salto roccioso alla cui sommità s'incrocia il sentiero
che proviene dal rif. Grassi. Andando verso sinistra ci si porta nel vallone
detritico compreso fra il Pizzo Varrone a sinistra e la cresta del Pizzo
dei Tre Signori a destra. Si piega ora a destra e si risale il vallone
fino alla Bocchetta del Piazzocco 2252 m. Dal valico seguendo le segnalazioni
e un'agevole traccia si volge a sinistra percorrendo la tondeggiante
cresta NNW della nostra montagna raggiungendone in breve la
sommità.
Al Pizzo dei Tre Signori 2553 m per la cresta W
Periodo consigliato: luglio - ottobre Difficoltà:
EE/F Dislivello: 566 m Tempo di salita: 3,30-4 ore. Prima ascensione:
Lorenzo Paribelli, Michele Reina con la guida Giuseppe "Fulatt"
Rigamonti il 21 aprile 1881.
Percorso
Dal rifugio si imbocca il sentiero (segnavia n° 76) che, lambiti i
rifugi Tavecchia ed ex Pio X, piega gradualmente verso ESE risalendo
una costa boschiva per sbucare al Passo del Camisolo 2020 m c. da dove
si scende brevemente fino al rifugio Grassi. Ora si segue il "Sentiero
delle Orobie occidentali" che si attiene grosso modo al crestone
che verso E porta sulla vetta del Pizzo dei Tre Signori dopo aver formato
la Cima di Camisolo. Oltrepassata questa vetta si giunge al Pian delle
Parole, terrazzo erboso al cui margine orientale pare sorgesse un fortilizio
celtico che ha dato il nome alla località: Castel Reino (in questo
tratto si trova un antico cippo confinario del 1776 fra lo Stato di Milano
e lo Stato Veneto. Poco dopo si giunge alla Bocchetta Alta 2235 m, oltre
la quale si mette piede sulla cresta W del Pizzo dei Tre Signori.
Lasciando a destra il "sentiero dei solivi" si procede direttamente
con faticosa camminata raggiungendo le prime rocce. Con qualche tornante
ed alcuni facili passaggi su roccia si giunge alla base di un profondo
spacco roccioso detto il "caminetto". Si entra nel camino e
lo si percorre facilmente uscendone a sinistra grazie ad una cenga che
permette di raggiungere l'anticima da dove si scende ad una selletta oltre
la quale si è in vetta.
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