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rifugio
CASERA CASON DI LANZA
   1550 metri s.l.m.   
Il complesso malghivo di cui fa parte il rifugio è ubicato in corrispondenza del Passo del Cason di Lanza
Nazione: Italia
Regione: Friuli Venezia Giulia
Area montuosa: Alpi Carniche E.
Valle: Canale di Incarojo
Posti letto:
35 (nel periodo invernale 8)
Servizi:
acqua calda acqua fredda corrente elettrica riscaldamento servizi igienici docce ristorante
(legenda icone)
Periodo di apertura:
Da giugno a ottobre
Numero telefonico:
0428.90.928
Custode:
Cossetti Francesca, fraz Cabia - 33022 Arta Terme (Ud)
Tel. 0433.45.150
Cell. 339.82.93.024
Proprietà:
Comune di Arta 33022 Arta Terme (Ud).
Tel 0433.92.037
Cartografia:
Tabacco 09 «Alpi Carniche Carnia Centrale» 1:25.000
Bibilografia:
Alpi Carniche volume I – Guida dei monti d’Italia, Attilio De Rovere Mario di Gallo; CAI Touring
 


Località di partenza: Paularo o Pontebba
Quota di partenza: -
Dislivello: -
Tempo di percorrenza: -
Difficoltà : AS - F = Accesso principale su strade carrozzabili asfaltate e/o sterrate praticabili con mezzi normali oppure mediante ferrovia.
 
Accesso:

Rotabile asfaltata da Paularo (14 km); rotabile con tratti a fondo naturale da Pontebba (14 km)

 

Traversate:

Al bivacco Lomasti (sentiero CAI 439; E; ore 2).

 

Ascensioni:

Alla Creta di Aip 2279 m per la via normale.
Dal rifugio seguendo una strada trattorabile (scorciatoia al primo tortante) si raggiunge la Casera Val Dolce e si prosegue in direzione della sella posta a N del Monte di Val Dolce. Poco prima di raggiungere tale sella si lascia la strada e si prende a sinistra una ripida traccia segnalata (segnavia 439) che porta sulla dorsale che separa la conca di Casera Val Dolce dalla Valle di Aip e prosegue poi fino a incrociare il sentiero con segnavia 403 che costeggia la bese della parete S della Creta di Aip. Seguendo verso destra tale sentiero si raggiunge in breve l’attacco della via normale. Per detriti si raggiunge la base delle rocce, si sale dapprima verso destra poi decisamente a sinistra al di sopra di una fascia di rocce giallognole. Superato un caminetto si raggiunge una cengia e da qui per roccette si perviene all’ampio piano inclinato sommitale. Seguendo la traccia segnalata che si snoda fra le placche rocciose si raggiunge la vetta (difficoltà I; 2 ore e 30 minuti).
Al M. Zermula 2198 m per la via ferrata (difficoltà I; ore 2.30).
Dal Passo del Cason di Lanza 1552 m si segue un sentiero segnalato che sale dapprima in direzione S nel bosco di abeti e larici e prosegue poi quasi in piano in direzione W fino alla base dello sperone N della cima orientale del Monte Zermula. Oltre la base dello sperone la traccia riprende a salire sulla sinistra di un ampio circo detritico e conduce all’attacco della ferrata, posto sulla destra e leggermente in basso rispetto al culmine dei detriti Si sale un diedro canale di roccia solida alto una trentina di metri, poi si scende leggermente verso sinistra e si riprende a salire per rocce inclinate. Verso sinistra ci si porta alla base di un marcato diedro e si salgono le placche incise da profonde rigole sulla sinistra di questo fino a una cengia detritica. Si traversa quindi a sinistra per cenge e terrazze detritiche e si riprende poi a salire, in obliquo a sinistra, per placche inclinate alternate a terrazze detritiche. Un diedro canale conduce a un terrazzo ghiaioso dove è posto il libro della via. Superando un ultimo salto di placche, inciso da un diedro-canale, si raggiunge la cresta E del M. Zermùla a quota 2100 m circa. Si prosegue sul versante S, nei pressi della cresta, per un sentiero di guerra (resti di fortificazioni) che porta in breve a raccordarsi con il sentiero della via normale a breve distanza dalla vetta del Monte Zermùla 2143 m (0.15).

 

 
Palestra di roccia:
Palestrina attrezzata nei pressi del rifugio con 4 itinerari dal 4a al 5°; a 20 minuti dal rifugio a S di Casera Val Dolce altra falesia con una decina di tiri di 20-25 m dal 5b al 6c
 

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